Veicoli commerciali in calo: produzione e mercato frenano tra fine 2025 e inizio 2026, tra crisi industriale e domanda debole.
Veicoli commerciali in calo: produzione e mercato frenano tra fine 2025 e inizio 2026, tra crisi industriale e domanda debole.

Veicoli commerciali, il 2026 parte in calo. ANFIA e UNRAE a confronto

12 Febbraio 2026
1 min read

A gennaio 2026 il mercato dei veicoli commerciali segna -5,2%, mentre nel 2025 la produzione nazionale di autoveicoli – inclusi i commerciali – cala del 19,8%. Settore in attesa di nuovi incentivi e misure strutturali.

Il comparto dei veicoli commerciali apre il 2026 con un altro segnale negativo: a gennaio sono state immatricolate 14.290 unità, in calo del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta del terzo calo mensile consecutivo, come evidenzia UNRAE nel proprio rapporto mensile. A determinare la contrazione è anche il calo dei veicoli elettrici, che scendono al 2,4% di quota dal 4,5% di dicembre 2025, segnalando l’esaurimento dell’effetto incentivi. La flessione si riflette su tutte le motorizzazioni tradizionali: il diesel, ancora dominante, perde oltre 5 punti percentuali fermandosi al 79,1%, mentre anche benzina e ibridi registrano dinamiche contrastanti. In questo contesto, UNRAE richiama l’urgenza di misure strutturali a supporto della transizione energetica del comparto, come il credito d’imposta al 50% per le infrastrutture di ricarica rapida e interventi per calmierare i costi energetici.

La produzione 2025 chiude in forte contrazione

Mentre il mercato fatica a ripartire, anche i dati sulla produzione nazionale dei veicoli commerciali e autovetture confermano un 2025 in pesante flessione. Secondo ANFIA, nel corso dell’anno sono stati prodotti in Italia 474.000 autoveicoli, in calo del 19,8% sul 2024, che include sia le autovetture (238.000 unità, -19,8%) sia i veicoli commerciali. L’indice della produzione industriale automotive complessiva segna -10,3% annuo, nonostante un parziale recupero nel solo mese di dicembre (+13,5%), dovuto in parte a un effetto statistico favorevole. Il 2025 viene definito dall’Associazione un “annus horribilis” per il settore, che ha sofferto sia in termini di volumi che di fatturato. Il direttore di ANFIA Gianmarco Giorda sottolinea che l’auspicio per il 2026 è un’inversione di tendenza, grazie al Fondo automotive del MIMIT e al lancio di nuovi modelli.

Urgenza di politiche coordinate per rilanciare il settore

L’allineamento tra i dati di produzione ANFIA e quelli di mercato UNRAE evidenzia come l’intero ecosistema dei veicoli commerciali – dalla fabbrica alla strada – sia attraversato da una doppia crisi: di output industriale e di domanda interna. Il 2025 si chiude con una produzione in netto calo e il 2026 si apre con una domanda ancora debole, nonostante l’annuncio di 200 milioni di euro di incentivi pubblici da parte del MIMIT, da attuare nel quinquennio 2026-2030. Tuttavia, i tempi di implementazione delle misure restano incerti. UNRAE e ANFIA concordano su un punto: senza un sostegno strutturale alla filiera, dalla transizione elettrica alla semplificazione normativa, il comparto rischia di non cogliere le opportunità della ripresa.

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