Intervista a Giuseppe Buganè, Co-Managing Director Fürlog
Nel cuore pulsante della logistica intermodale, Fürlog, azienda nata da un’intuizione familiare, cresciuta con pazienza e dedizione tra Italia, Asia ed Europa, fino a diventare un modello di connessione tra mercati, persone e valori, si distingue come realtà capace di coniugare tecnologia, cultura e umanità. Con l’intuizione che trasportare merci significa molto più che far viaggiare semplici container. Il nostro incontro con Giuseppe Buganè, Co-Managing Director di questa realtà che da Modena ha conquistato l’Oriente avviene nel segno della concretezza, della determinazione, della passione viscerale per un mestiere che è insieme strategia, visione e servizio. Un mestiere che, ogni giorno, richiede attenzione, cura e un’infinita voglia di migliorare. “Io nasco nel mondo del trasporto nel 1978 – racconta l’imprenditore con un sorriso che tradisce orgoglio e un pizzico di nostalgia -, tra aerei, navi, corrieri. Fürlog è il frutto di un percorso familiare, l’evoluzione di una storia iniziata quando mia figlia, finiti gli studi, ha scelto di mettersi in gioco nel settore ferroviario, portando idee nuove e un entusiasmo contagioso. Insieme abbiamo dato forma a un progetto che oggi guarda al mondo intero.”
È così che nel 2012 prende forma il concetto di Fürlog, concretizzato poi nel 2014, con una missione chiara e potente: diventare ponte tra Europa e Asia, nel solco della Belt and Road Initiative e oltre, con la consapevolezza che solo chi sa costruire relazioni può davvero collegare continenti e culture. Un obiettivo ambizioso perseguito con investimenti concreti: la creazione di un’area aziendale che, giorno dopo giorno, analizza mercati, regole, tensioni geopolitiche, grazie a giovani neolaureati – volenterosi, curiosi, capaci – coordinati da figure senior che mettono a disposizione esperienza e rigore. Ma non è tutto: il rafforzamento dei corridoi doganali, come il Fast Corridor tra Europa e Asia, rappresenta un tassello strategico per velocizzare i transiti, ridurre i rallentamenti legati a restrizioni temporanee o politiche, evitare inutili attese che costano tempo e denaro. E come dimenticare le partnership con charter privati, le rotte ferroviarie alternative studiate per superare blocchi e tensioni internazionali – quante aziende hanno il coraggio di cercare strade nuove, quando la via vecchia sembra più sicura?

Scelte tecniche, scelte strategiche, scelte di visione: solo così Fürlog può offrire risposte immediate, affidabili, personalizzate; soluzioni su misura che minimizzano rischi legati a imballaggi inadeguati, classificazioni doganali errate, soggettività tariffarie che, se ignorate, possono trasformarsi in ostacoli insormontabili per chi spedisce e per chi riceve. E allora, ci si chiede: quanto è importante, oggi, poter contare su un partner che non si limita a trasportare un bene, ma si prende cura di ogni dettaglio del viaggio, per tutta la filiera?
Una squadra inclusiva e una rete globale
Oggi Fürlog ha sede principale a Modena e una rete che abbraccia magazzini, dogane, transit point e terminal strategici, con una presenza significativa in Cina. Il team – composto per il 90 per cento da donne in Italia e al 100 per cento nel ramo cinese – è uno dei fiori all’occhiello dell’azienda. “Abbiamo voluto creare un’organizzazione inclusiva, dove il talento non ha genere ma visione. Eleonora ha appena incrementato ulteriormente le quote rosa, con la nascita della seconda figlia,” racconta Buganè con orgoglio. La strategia di Fürlog punta sull’intermodalità come leva di sostenibilità e competitività. “Abbiamo scelto da sempre il green, non perché oggi sia di moda ma perché è parte del nostro DNA. Usiamo treni e container nostri o noleggiati, selezioniamo partner per l’ultimo miglio con camion Euro 6 o elettrici, dove disponibili. Anche in Cina privilegiamo vettori a zero emissioni per la distribuzione urbana. E in ufficio? Addio carta: tutto è digitale, il più possibile,” spiega Buganè, sottolineando un approccio integrato alla transizione ecologica. In parallelo, l’azienda ha registrato un incremento del 14 per cento nelle movimentazioni nei primi cinque mesi del 2025, grazie al rafforzamento dei transiti ferroviari con rotte come il corridoio Cina-Italia e il passaggio russo-uzbeko, oltre a investimenti su infrastrutture doganali innovative come il Fast Corridor, che punta a ridurre drasticamente i tempi di attraversamento e le criticità burocratiche nei collegamenti tra Europa e Asia.



Cultura, alleanze e scelte strategiche
Ma la forza di Fürlog non si esaurisce nella tecnica: al centro c’è la cultura del rispetto e della collaborazione. “Il primo investimento fatto da Eleonora? La formazione culturale del personale. Non si lavora con l’Asia senza conoscerne i codici, le lingue, le abitudini. Abbiamo formato i nostri team su come relazionarsi con interlocutori cinesi, russi, kazaki. È questo che fa la differenza, non solo il prezzo o il mezzo più veloce.” La stessa filosofia si riflette nel rapporto con clienti e partner: “Non abbiamo competitor, abbiamo alleati. Il mercato è fatto di autotrasportatori, spedizionieri, produttori: il nostro compito è unire le energie, non dividerle.” Una visione che si traduce in scelte concrete: niente flotta propria di camion, ma partnership selezionate, collaborazione con forwarder e industrie, attenzione maniacale alla compliance normativa e alle restrizioni internazionali. “Abbiamo creato un dipartimento giovane per monitorare le normative: assumiamo neolaureati e li formiamo, così supportiamo i senior e velocizziamo il processo. Oggi spedire un bancale di biscotti non è come vent’anni fa: servono mezzi idonei, rispetto di mille regole. E noi dobbiamo conoscerle tutte, per proteggere i nostri clienti e noi stessi.”

Le sfide del presente e la visione per il futuro
Non mancano le riflessioni sulle criticità del settore: le tensioni geopolitiche, le normative che cambiano da un giorno all’altro, le difficoltà a trovare giovani preparati disposti a lavorare lontano da casa. “Il nodo vero è l’unione tra scuola e mondo del lavoro. Non possiamo continuare a formare giovani scollegati dalla realtà produttiva. Serve un patto tra formazione e impresa, per crescere insieme,” osserva Buganè, richiamando esperienze estere dove la sinergia tra industria e territorio ha generato ecosistemi vincenti. Fürlog guarda avanti con la convinzione che solo la trasparenza e la specializzazione possano costruire valore.
“Noi diciamo sempre al cliente cosa facciamo in prima persona e dove collaboriamo. Che parli con noi o col partner, per il cliente non cambia nulla: conta che il servizio sia quello promesso, completo, preciso.” E mentre il settore evolve, Fürlog continua a investire sull’innovazione, sulla formazione, sull’integrazione dei servizi. Con un occhio alla sostenibilità e l’altro alla costruzione di un modello industriale capace di resistere alle tempeste globali. “Il nostro obiettivo? Prevenire la domanda, anticipare le esigenze. E soprattutto continuare a lavorare per un sistema più equo, dove le regole valgano per tutti e le energie si sommino, non si disperdano.” In un mondo in corsa, Fürlog ha scelto la strada del dialogo, della cultura e della coerenza. Un viaggio iniziato con un sogno familiare e oggi condiviso con un’intera comunità internazionale di persone e imprese. Un viaggio che, a giudicare dalla determinazione di Buganè, è appena cominciato.

BIO
Classe 1959, Giuseppe Buganè inizia la sua carriera nel mondo del trasporto nel 1978, lavorando tra aerei, navi e corrieri espressi. Dopo una lunga esperienza manageriale in multinazionali ferroviarie europee, decide di affiancare la figlia Eleonora nella direzione di Fürlog, nata nel 2012 e concretizzata nel 2014. Buganè è un imprenditore che ha fatto della cultura del rispetto e della formazione continua i pilastri della sua azienda, investendo su giovani talenti, inclusione e sostenibilità. Convinto che la trasparenza e la specializzazione siano la chiave per un servizio di qualità, guida Fürlog con una visione che unisce tradizione familiare, attenzione all’innovazione e capacità di adattarsi ai rapidi cambiamenti del mercato globale.