ANITA, CNA/FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FEDIT, FIAP, SNA Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras, Assotir e Trasportounito chiedono un confronto sul caro gasolio e sulle misure per l’autotrasporto
Una lettera unitaria, sottoscritta da dodici associazioni dell’autotrasporto e della logistica, riporta il caro gasolio al centro del confronto con il Governo. ANITA, CNA/FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FEDIT, FIAP, SNA Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras, Assotir e Trasportounito hanno chiesto la convocazione di un incontro urgente con l’esecutivo per affrontare le difficoltà che stanno interessando il comparto. La lettera, datata 1° ottobre 2026, è indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e al viceministro Edoardo Rixi; per conoscenza, è stata trasmessa anche al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Al centro dell’iniziativa c’è il perdurare dell’emergenza legata al caro gasolio, alla quale le associazioni affiancano una nuova criticità: la differenza tra gli sconti applicati da alcune compagnie petrolifere al prezzo del carburante alla pompa e le condizioni praticate negli acquisti extrarete, utilizzati soprattutto dall’autotrasporto professionale. Nel testo le organizzazioni scrivono: «I tagli, applicati da alcune compagnie petrolifere al prezzo del gasolio alla pompa non trovano, paradossalmente, riscontro al prezzo fissato negli acquisti extrarete di cui si rifornisce prevalentemente l’autotrasporto professionale». Per le associazioni, questa situazione richiede un intervento del Governo attraverso un’azione di moral suasion volta a rendere più uniformi le condizioni di mercato.
Caro gasolio, il nodo delle misure dal 6 ottobre
La richiesta di un incontro sul caro gasolio si inserisce nel percorso di confronto avviato con il Governo a Palazzo Chigi il 22 maggio. Le associazioni chiedono ora di affrontare, in via prioritaria, gli strumenti da mettere in campo dal 6 ottobre, quando terminerà il taglio generalizzato delle accise indicato nella lettera. Tra le questioni considerate urgenti figura anche il credito d’imposta sul gasolio. Secondo le organizzazioni dell’autotrasporto, lo stanziamento previsto a copertura della misura si è già dimostrato insufficiente e deve quindi essere adeguato. Parallelamente, viene richiesto lo spostamento del termine attualmente fissato al 31 dicembre per la compensazione del credito tramite modello F24. Il caro gasolio, dunque, viene affrontato dalle associazioni non soltanto sotto il profilo del prezzo pagato dalle imprese, ma anche in relazione agli strumenti fiscali e alle risorse destinate a compensare l’aumento dei costi. La richiesta punta a ottenere un confronto prima che il quadro delle misure cambi con la scadenza del taglio alle accise. Nel documento, infatti, i firmatari collegano direttamente l’urgenza dell’incontro alla necessità di definire quali interventi potranno accompagnare il settore dopo il 6 ottobre, evitando che le imprese dell’autotrasporto si trovino senza strumenti adeguati in una fase ancora segnata dal caro gasolio e dalle differenze di prezzo segnalate sul mercato extrarete.
Autotrasporto, verifica su Consulta, ristori e Fondo da 590 milioni
Il confronto richiesto al Governo non riguarda soltanto gli interventi immediati contro il caro gasolio. Le dodici associazioni chiedono anche di verificare lo stato di attuazione del percorso definito a maggio, con particolare attenzione a tre punti: l’istituzione della Consulta dell’autotrasporto e della logistica, l’erogazione dei ristori finora concessi alla categoria e l’operatività del Fondo investimenti da 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare. Si tratta di misure che, secondo i firmatari, devono essere esaminate insieme agli interventi destinati a fronteggiare l’attuale fase di criticità. La lettera unitaria riunisce così, nello stesso confronto richiesto all’esecutivo, le questioni più immediate legate al caro gasolio e quelle relative agli impegni già assunti nei mesi precedenti. Da una parte ci sono il prezzo del carburante, gli acquisti extrarete, il credito d’imposta e la scadenza del taglio alle accise; dall’altra, l’attuazione degli strumenti strutturali rivolti all’autotrasporto. Le associazioni chiedono quindi un incontro urgente che consenta di verificare tempi, risorse e modalità operative degli interventi già previsti, oltre a definire le misure necessarie per affrontare la nuova fase che si aprirà dal 6 ottobre.




