Dopo l’incontro con Salvini a Milano, le associazioni dell’autotrasporto sollecitano un intervento di Piantedosi contro i blocchi stradali, denunciando le conseguenze sulla distribuzione delle merci e sulle imprese.
Le associazioni dell’autotrasporto rappresentate nell’Albo chiedono un intervento urgente del Governo per porre fine ai blocchi stradali nel Sud Italia, che da diversi giorni ostacolano la circolazione delle merci e delle persone. La richiesta è rivolta in particolare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiamato ad adottare misure immediate per consentire la rimozione dei presidi. La posizione delle organizzazioni arriva il 21 ottobre 2026, all’indomani dell’incontro tenutosi a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Al centro delle preoccupazioni figurano le conseguenze delle interruzioni della viabilità sul settore, già alle prese con una situazione economica complessa, e sulle attività di approvvigionamento destinate alla collettività. Secondo le associazioni, il protrarsi dei blocchi stradali sta producendo ripercussioni non più sostenibili, con effetti che interessano direttamente le aziende di trasporto, ma coinvolgono anche cittadini e imprese dipendenti dalla regolare movimentazione delle merci. Da qui la richiesta di un intervento istituzionale che permetta di ripristinare la circolazione e impedire un ulteriore aggravamento delle difficoltà economiche.
Autotrasporto, il confronto con Salvini e gli impegni del Governo
La richiesta di interrompere i blocchi stradali si inserisce in una fase di ripresa del confronto tra l’esecutivo e le rappresentanze del settore. Durante l’incontro di Milano, il Governo ha confermato la disponibilità a proseguire il dialogo con la categoria, assumendo impegni che si collocano nel percorso già avviato con l’intesa raggiunta a Palazzo Chigi. Tra gli obiettivi indicati figurano il riconoscimento di liquidità immediata alle imprese dell’autotrasporto e l’individuazione degli interventi necessari per affrontare l’attuale situazione. Le organizzazioni ritengono che questa riapertura del confronto renda ingiustificabile la prosecuzione delle iniziative che impediscono la normale circolazione. La disponibilità dell’esecutivo ad affrontare le problematiche del comparto viene quindi considerata un elemento determinante per superare la fase di tensione attraverso il dialogo istituzionale. Per le associazioni dell’Albo, la ricerca di soluzioni condivise rappresenta la strada da seguire, mentre il mantenimento dei presidi rischia di accentuare le difficoltà che gli stessi operatori intendono risolvere. La questione riguarda sia il sostegno finanziario alle aziende sia la necessità di garantire continuità al sistema degli approvvigionamenti, senza ulteriori interruzioni legate ai blocchi stradali.
Le associazioni: stop alle proteste che impediscono la circolazione
Le organizzazioni firmatarie esprimono una posizione contraria alle forme di protesta che comportano blocchi stradali e minacce, ritenendole dannose per l’intero comparto. Nel testo unitario sottolineano che tali iniziative «non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine», ma contribuiscono ad aggravare le condizioni economiche esistenti. La priorità indicata resta quella di mantenere aperto il confronto con le istituzioni, evitando azioni che limitino la libertà di movimento di persone e merci. A sostenere la richiesta sono undici sigle: ANITA, CNA/FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FEDIT, FIAP, SNA Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, UNATRAS e ASSOTIR. Le associazioni ribadiscono così la necessità di affrontare le criticità dell’autotrasporto attraverso gli impegni assunti dal Governo e chiedono al Viminale di intervenire per ristabilire la circolazione nelle aree interessate dai presidi.




