Credito d’imposta, sospensione dei canoni fino a marzo 2027 e nuovi parametri per i costi del carburante: le misure del Governo per l’autotrasporto dopo le proteste nel Mezzogiorno.
Il Governo interviene sul caro gasolio nell’autotrasporto con 105,2 milioni di euro aggiuntivi, una sospensione temporanea dei canoni di leasing e nuove disposizioni per adeguare i corrispettivi al costo del carburante. Le misure, approvate dal Consiglio dei ministri il 22 ottobre 2026, arrivano dopo le proteste degli autotrasportatori in diverse regioni del Mezzogiorno. Il capitolo finanziario comprende 45,2 milioni di euro destinati a integrare il credito d’imposta sulle spese sostenute tra marzo e agosto 2026. Altri 60 milioni coprono gli acquisti effettuati dal 1° settembre al 5 ottobre. Restano quindi esclusi da questa specifica agevolazione i consumi successivi, mentre l’effettiva disponibilità delle somme dipenderà dalle procedure amministrative. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha precisato che «i crediti saranno già disponibili alle prime aziende dalla settimana prossima». Secondo le indicazioni fornite, la prima fase interesserà circa duemila imprese, su una platea complessiva di 32 mila posizioni. Per la nuova tranche è prevista l’apertura della piattaforma a novembre.
Leasing dei veicoli, sospensione dei pagamenti fino a marzo 2027
Tra le misure del Governo per l’autotrasporto figura anche un intervento sulla liquidità delle aziende che utilizzano veicoli industriali acquisiti mediante locazione finanziaria. Le imprese di trasporto merci per conto terzi iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori potranno richiedere la sospensione dei canoni in scadenza tra il 1° novembre 2026 e il 31 marzo 2027. Il beneficio non comporta la cancellazione delle rate, ma il loro differimento, con una proroga della durata contrattuale corrispondente al periodo di sospensione. La disposizione mira a ridurre gli esborsi immediati delle imprese, in particolare quelle impegnate nel finanziamento del parco mezzi, già sottoposte all’aumento delle spese per carburante e gestione operativa. L’intervento sul caro gasolio nell’autotrasporto assume così anche una dimensione finanziaria, distinta dal credito fiscale. Restano da definire nel dettaglio gli adempimenti applicativi e le modalità attraverso cui le aziende potranno esercitare la sospensione.
Tariffe di trasporto, nuovi parametri per il costo del carburante
Il decreto modifica anche le regole economiche nei rapporti tra vettori e committenti. Per i contratti relativi a servizi di durata superiore a trenta giorni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà pubblicare e aggiornare trimestralmente i parametri relativi all’incidenza del carburante sui costi. Nei rapporti privi di contratto scritto, i valori minimi diventeranno parametri obbligatori per la determinazione dei corrispettivi. La finalità è limitare il trasferimento degli aumenti del gasolio sulle sole imprese di trasporto e introdurre riferimenti economici più uniformi nei rapporti commerciali. Questo capitolo delle misure del Governo per l’autotrasporto riguarda dunque la formazione delle tariffe, oltre al sostegno immediato contro il caro gasolio. Rimane separato il programma da 590 milioni di euro per il rinnovo delle flotte, richiamato durante il confronto con le associazioni di categoria ma non incluso nei nuovi stanziamenti fiscali. Per questi incentivi saranno necessari ulteriori passaggi attuativi. L’applicazione complessiva del decreto dipenderà ora dalla definizione delle procedure, dall’aggiornamento dei parametri ministeriali e dai tempi di effettivo utilizzo dei crediti d’imposta.




