Amazon allarga i servizi logistici a imprese esterne alla piattaforma e punta al trasporto business-to-business, con effetti immediati sui titoli di UPS, FedEx, DHL e GXO.
Amazon apre una nuova fase nella propria strategia industriale e allarga i servizi logistici a società esterne, anche al di fuori del proprio ecosistema di vendita online. Con “Amazon Supply Chain Services”, il gruppo consentirà ad aziende dei settori retail, sanitario e manifatturiero di immagazzinare e spedire merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, utilizzando una rete integrata che comprende trasporto via mare, su strada, su rotaia e per via aerea. La mossa porta Amazon in concorrenza più diretta con UPS e FedEx in un mercato, quello della logistica statunitense, tradizionalmente dominato da operatori specializzati. Il gruppo può contare su oltre 100 aerei cargo, una dotazione che lo colloca dietro soltanto a FedEx e UPS, oltre a una rete estesa di magazzini e hub di smistamento. Il mercato ha reagito subito: le azioni di FedEx e UPS hanno perso oltre il 9%, mentre Amazon ha guadagnato quasi l’1%. Per il gruppo guidato da Seattle si apre così una nuova linea di crescita per l’attività ecommerce, costruita sull’infrastruttura già usata da migliaia di venditori terzi in tutto il mondo.
Il mercato business-to-business nel mirino
L’offerta consente alle imprese di utilizzare i servizi logistici di Amazon su tutti i canali di vendita, inclusi siti proprietari, social network e negozi fisici. Tra i primi clienti indicati dall’azienda figurano Procter & Gamble, 3M e American Eagle Outfitters. Un elemento centrale dell’espansione è il mercato delle spedizioni business-to-business, considerato tra i segmenti a più alta marginalità per il settore: consegne più dense, più prevedibili e in genere meno costose da servire rispetto a quelle rivolte ai consumatori finali. Amazon mette sul tavolo tempi di consegna compresi tra due e cinque giorni, oltre a strumenti di previsione delle scorte e ad altri servizi di distribuzione ed evasione ordini. Secondo gli analisti di Evercore ISI, l’iniziativa rappresenta “un colpo competitivo diretto” per operatori come UPS e FedEx. Gli stessi analisti indicano tra i gruppi più esposti anche DHL Supply Chain, Maersk Logistics e GXO Logistics. In Borsa, DHL ha ceduto il 7,3%, GXO quasi il 13%, mentre Maersk è rimasta pressoché invariata.
Dalla logistica come costo alla logistica come infrastruttura
L’operazione segnala un cambiamento più ampio nel modo in cui Amazon intende valorizzare la propria rete. Parth Talsania, amministratore delegato di Equisights Research, ha osservato che si tratta di “Amazon che cerca di trasformare la logistica da centro di costo a prodotto infrastrutturale”. Il parallelo richiamato dagli osservatori è quello con Amazon Web Services: nato nel 2006 per riorganizzare l’infrastruttura informatica interna, il servizio si è poi trasformato nel principale operatore mondiale del cloud. Intanto UPS e FedEx, negli ultimi mesi, hanno ridotto l’enfasi sulle spedizioni retail, concentrandosi di più su sanità, data center e traffico business-to-business, ritenuti più redditizi. Anche per questo l’ingresso di Amazon nei servizi logistici per imprese viene letto come un fattore capace di aumentare la concorrenza su prezzi, velocità e copertura. Gli analisti di Baird segnalano inoltre che il mercato potrebbe ora scontare una debolezza di breve periodo in comparti come less-than-truckload, cargo aereo e spedizioni internazionali, mentre vengono valutate le implicazioni concrete dell’annuncio.


