ANAV, ASSTRA e AGENS chiedono interventi urgenti contro il caro gasolio per garantire continuità e sostenibilità dei servizi autobus.
ANAV, ASSTRA e AGENS chiedono interventi urgenti contro il caro gasolio per garantire continuità e sostenibilità dei servizi autobus.

Caro gasolio, ANAV, ASSTRA e AGENS: autobus a rischio senza correttivi immediati

3 Aprile 2026
2 mins read

Il caro gasolio spinge ANAV, ASSTRA e AGENS a chiedere misure urgenti per il trasporto passeggeri, tra aumento dei costi, contratti di servizio sotto pressione e continuità operativa da tutelare

Il caro gasolio torna al centro delle preoccupazioni del trasporto passeggeri. ANAV, ASSTRA e AGENS hanno chiesto al Governo misure urgenti e immediate per tutti i comparti dell’autotrasporto di persone, denunciando l’assenza di interventi specifici anche nel secondo decreto Carburanti appena approvato. Secondo le tre associazioni, il rialzo delle quotazioni del diesel sta mettendo sotto pressione la sostenibilità economica delle imprese e la continuità dei servizi autobus. Il dato indicato nel comunicato segnala un aumento del 21% del prezzo del gasolio rispetto all’inizio del conflitto in Medio Oriente, con un aggravio superiore a 40 milioni di euro al mese e vicino ai 500 milioni su base annua. In questo quadro, spiegano ANAV, ASSTRA e AGENS, il carburante rappresenta la seconda voce di costo per il settore dopo il personale, con un’incidenza intorno al 20% sui bilanci aziendali. Le associazioni richiamano inoltre la dimensione del servizio svolto, che riguarda la mobilità di quasi 7 miliardi di cittadini ogni anno, e avvertono che senza correttivi rapidi il caro gasolio rischia di tradursi in un ulteriore squilibrio dei contratti di servizio e dei conti delle aziende.

Costi in aumento e richiesta di misure straordinarie

Nel documento diffuso il 3 aprile a Roma, le organizzazioni del settore parlano di una situazione che richiede interventi straordinari. In particolare affermano: “Le quotazioni odierne del prezzo del gasolio registrano l’ennesimo rialzo, un +21% rispetto all’inizio del conflitto in Medio Oriente che impone al settore maggiori costi per oltre 40 milioni di euro mensili e quasi 500 milioni di euro su base annua”. Nello stesso passaggio sottolineano che “L’entità della situazione è tale da richiedere misure straordinarie per tutelare le aziende e garantire l’equilibrio economico dei contratti di servizio e dei bilanci”. Per ANAV, ASSTRA e AGENS il protrarsi della crisi internazionale e il rischio di nuove impennate dei prodotti petroliferi delineano un contesto di crescente difficoltà per il trasporto collettivo, che in questa fase viene indicato anche come strumento essenziale per contenere l’impatto del rincaro dei carburanti sulle famiglie e preservare l’accessibilità della mobilità.

Accise, diesel commerciale e nodo dei ristori

Le associazioni osservano che il taglio temporaneo delle accise, prorogato fino al 1° maggio, non produce effetti concreti per le imprese del comparto, poiché queste utilizzano gasolio commerciale già soggetto ad accisa ridotta. Da qui la richiesta di misure mirate. Nel comunicato si legge infatti che “il taglio temporaneo delle accise appena prorogato fino al 1° maggio ha un impatto nullo per le imprese del settore che utilizzano gasolio commerciale soggetto ad accisa ridotta”. La richiesta finale è quella di estendere con immediatezza alle imprese del trasporto pubblico locale soggetto a obblighi di servizio pubblico, così come al trasporto commerciale di linea e di noleggio, i meccanismi di recupero dei maggiori costi per l’acquisto di carburanti già previsti per l’autotrasporto merci. Per ANAV, ASSTRA e AGENS il nodo del caro gasolio non appare destinato a rientrare nel breve termine; per questo, sostengono, servono correttivi ad hoc per evitare ripercussioni sulla tenuta economica delle aziende e sulla regolarità dei servizi offerti ai cittadini.

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