Secondo ANAV il mercato delle autolinee a lunga percorrenza ha ampliato copertura, servizi turistici e collegamenti internazionali, ma resta aperto il nodo delle autostazioni e dei collegamenti intermodali.
Le autolinee a lunga percorrenza stanno rafforzando il proprio peso nel sistema della mobilità collettiva italiana e, secondo ANAV, mostrano margini ulteriori di sviluppo sia sul versante nazionale sia su quello turistico. L’associazione ha presentato a Milano, nell’ambito di NME, un quadro che segnala una crescita netta del comparto: la produzione chilometrica delle linee di competenza statale è passata dagli 88 milioni di chilometri del 2013 a oltre 200 milioni nel 2025. Oggi la rete conta circa 300 linee autorizzate, distribuite lungo le principali direttrici di traffico, per quasi 230 mila chilometri di percorso e con una copertura ormai estesa all’intero territorio nazionale, inclusi territori del Centro-Nord in passato non serviti. Nel testo diffuso dall’associazione, il presidente Nicola Biscotti osserva: «A giusta ragione possiamo parlare di crescita esponenziale per il mercato delle linee di competenza statale».
I numeri del settore
Il quadro tracciato da ANAV comprende anche il traffico internazionale, che aggiunge circa 85 milioni di chilometri e oltre 310 linee autorizzate verso circa 20 Paesi UE ed extra-UE. Nel complesso, il settore delle autolinee a lunga percorrenza coinvolge oggi circa 180 imprese, con 4.500 addetti, 2.000 autobus, 300 milioni di chilometri prodotti e un fatturato annuo superiore a 550 milioni di euro. Per Biscotti, si tratta di «dati significativi che danno conto della rilevanza del settore nel sistema di mobilità collettiva e turistica del Paese». Lo stesso passaggio sottolinea che il mercato non avrebbe ancora raggiunto un punto di saturazione e potrebbe assorbire nuove quote di domanda, ampliando anche la capillarità dei collegamenti verso destinazioni turistiche meno note. È in questo scenario che le autolinee a lunga percorrenza vengono indicate come uno dei segmenti in evoluzione del trasporto passeggeri su gomma.
Il nodo infrastrutture e accessibilità
Accanto alla crescita, ANAV richiama però il ritardo delle infrastrutture dedicate. In Italia, si legge, le autostazioni con stalli riservati ai servizi di linea di media e lunga percorrenza sono 34; solo 9 sono attrezzate per l’assistenza ai passeggeri con disabilità, mentre in alcune aree del Paese questi poli mancano del tutto. Biscotti segnala che «in Italia, secondo le nostre stime, mancano almeno 30 autostazioni» e indica come esempio il progetto di hub intermodale promosso da Aeroporti di Roma accanto allo scalo di Fiumicino. Da qui la richiesta di risorse per almeno 300 milioni di euro, da destinare a nuovi hub dotati di servizi adeguati e accessibili. Per ANAV, senza questo passaggio, le autolinee a lunga percorrenza rischiano di crescere su una rete ancora incompleta, con effetti sulla qualità dell’offerta e sull’effettiva integrazione tra i diversi sistemi di trasporto.


