Il settore della motorizzazione in Italia ha generato nel 2024 un carico fiscale pari a 83,04 miliardi di euro, in aumento del 4,5% rispetto al 2023. Secondo ANFIA, questo valore rappresenta il picco storico per il comparto, con un’incidenza del 13,4% sul totale delle entrate tributarie nazionali e del 3,8% sul PIL, il dato più elevato tra i maggiori Paesi europei. La previsione per il 2025 è di una sostanziale stabilità, con un gettito stimato a 83 miliardi, -0,1% rispetto all’anno precedente. Tre sono le principali voci di imposizione: l’utilizzo del veicolo (65,8 miliardi, 79,2%), l’acquisto (9,8 miliardi, 11,8%) e il possesso (7,5 miliardi, 9%). L’utilizzo rimane l’area più tassata, trainata soprattutto dal gettito sui carburanti (39,73 miliardi), dall’IVA su manutenzioni e ricambi (14,05 miliardi, +15,5%) e dalle assicurazioni (4,14 miliardi, +7,5%).
Tra carburanti, IVA e bollo: i numeri del prelievo fiscale
Il dettaglio delle voci fiscali conferma l’alto impatto del sistema di tassazione sul ciclo di vita dell’auto. La sola accisa sui carburanti vale quasi 40 miliardi di euro, mentre la componente IVA su riparazioni, pneumatici e ricambi ha registrato una crescita a doppia cifra per effetto dell’inflazione, dell’invecchiamento del parco auto e dell’aumento delle attività di officina. Anche il gettito da premi assicurativi ha contribuito all’incremento, in un contesto di rialzo dei premi medi e di maggiore diffusione di coperture accessorie. Il possesso del veicolo (il bollo auto) ha generato 7,48 miliardi, con un +3% su base annua, sostenuto dalla revisione di agevolazioni regionali e da un’efficace lotta all’evasione. Sul fronte dell’acquisto, l’aumento dell’IVA pagata per veicoli nuovi e usati ha compensato il lieve calo delle immatricolazioni (-0,5%), portando il gettito a sfiorare i 7,9 miliardi.
Stabilità nel 2025, ma con variazioni settoriali
Nel 2025 il carico fiscale totale è atteso stabile, ma alcune voci mostrano tendenze divergenti: i carburanti vedranno un leggero calo di gettito (-0,4%) per effetto della stabilità nei consumi e del ribilanciamento tra benzina e gasolio. Crescono invece le entrate da contravvenzioni e parcheggi (+2,2%), spinte dall’aumento dei controlli e dall’incremento tariffario. Le previsioni indicano anche una ripresa del gettito assicurativo (+2,9%), un possibile rallentamento della crescita IVA su riparazioni, e un lieve aumento del gettito derivante dal possesso dei veicoli. Il sistema italiano, pur in un contesto economico complesso, continua dunque a estrarre valore fiscale dalla mobilità privata, mantenendo livelli di pressione ben superiori alla media europea del 2,9%.



