Nei primi quattro mesi del 2026 cresce il deficit italiano negli autoveicoli, mentre i componenti restano in avanzo.
Nei primi quattro mesi del 2026 cresce il deficit italiano negli autoveicoli, mentre i componenti restano in avanzo.

Auto e componenti, ANFIA: cresce il deficit estero dell’Italia nei primi quattro mesi del 2026

21 Luglio 2026
2 mins read

Per ANFIA il commercio di auto e componenti mostra più acquisti dall’estero per gli autoveicoli e un avanzo ancora positivo, ma in calo, per la filiera dei componenti.

Il commercio di auto e componenti in Italia ha aperto il 2026 con un andamento a due velocità. Nei primi quattro mesi dell’anno peggiora il saldo degli autoveicoli, mentre resta positivo quello dei componenti. I dati diffusi da ANFIA indicano che tra gennaio e aprile l’import di autoveicoli nuovi è salito a 13,85 miliardi di euro, con un aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le esportazioni, invece, sono cresciute molto meno, dello 0,8%, arrivando a 5,80 miliardi. Il risultato è un saldo negativo di 8,05 miliardi, più ampio dei 6,93 miliardi registrati un anno prima. La parte più pesante del disavanzo riguarda le autovetture: le importazioni passano da 11,15 a 12,46 miliardi, mentre le esportazioni si fermano a 4,20 miliardi da 4,16 miliardi. Il saldo scende così a -8,27 miliardi. Più favorevole il quadro dei veicoli industriali, dove l’import cala del 9,7% a 1,39 miliardi, l’export sale leggermente a 1,60 miliardi e il saldo resta positivo per 218,2 milioni. In termini semplici, l’Italia continua a comprare all’estero molte più auto di quante ne venda, mentre sui veicoli industriali conserva ancora un margine positivo.

Europa resta centrale

La mappa geografica del commercio di auto e componenti aiuta a capire da dove arriva lo squilibrio. L’Europa resta il perno principale degli scambi: da qui proviene l’86,4% del valore degli autoveicoli importati e qui si dirige il 66,6% dell’export italiano. La Germania è il primo Paese sia per origine delle importazioni sia per destinazione delle esportazioni. Sul lato degli acquisti pesa per il 27,1%, davanti a Spagna e Cina; sul lato delle vendite assorbe il 17,5%, seguita da Stati Uniti e Francia. Tra i mercati fuori dall’Europa, gli Stati Uniti si confermano il primo sbocco extraeuropeo con il 15,6% del totale, davanti a Giappone e Corea del Sud. Il dato più delicato riguarda però l’Asia. Nei primi quattro mesi del 2026 le importazioni di autoveicoli da quell’area crescono del 44,4% fino a 1,5 miliardi, mentre le esportazioni italiane verso i mercati asiatici scendono del 13,8% a 706,2 milioni. Il saldo con l’Asia peggiora così fino a -841,3 milioni. Anche con l’Europa il disavanzo resta molto ampio, pari a 8,1 miliardi, nonostante la crescita delle esportazioni.

Componenti ancora in avanzo

Nel commercio di auto e componenti la parte dei componenti continua a offrire un quadro più solido, anche se con segnali di rallentamento. Tra gennaio e aprile 2026 l’import cresce del 9% a 6,50 miliardi di euro e l’export aumenta del 4,6% a 8,66 miliardi. Il saldo resta positivo per 2,15 miliardi, ma si riduce rispetto ai 2,31 miliardi dello stesso periodo del 2025. Anche qui l’Europa domina gli scambi, rappresentando il 79,5% dell’import e l’82,3% dell’export. La Germania è il principale partner sia come fornitore sia come mercato di destinazione, con quote rispettivamente del 24,1% e del 19,2%. Tra le diverse voci della filiera, i motori migliorano il saldo, che passa da 580 a 640 milioni, mentre le parti meccaniche restano la componente più rilevante per valore, con 3,74 miliardi di import e 5,73 miliardi di export. Nel complesso, il quadro disegnato da ANFIA è chiaro: a sostenere gli scambi con l’estero sono ancora i componenti, mentre il punto più critico continua a essere quello delle auto finite, dove il deficit si amplia.

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