Rimorchi e semirimorchi in crescita del 17% a inizio anno, con UNRAE e ANFIA concordi nel chiedere l’attuazione rapida del Fondo da 590 milioni per il rinnovo del parco mezzi
Nel primo mese del 2026, il mercato dei veicoli industriali mostra segnali di consolidamento. Secondo i dati congiunti UNRAE e ANFIA, le immatricolazioni di rimorchi e semirimorchi oltre le 3,5 tonnellate hanno registrato un incremento del 17% rispetto a gennaio 2025, con 1.182 nuove unità immatricolate. Di queste, 1.045 sono semirimorchi (+19%) e 137 rimorchi (+3,8%). Anche gli autocarri hanno segnato una crescita, seppur più contenuta, attestandosi su un +5% con 2.677 veicoli immatricolati. La tendenza positiva nei segmenti principali del trasporto merci – specialmente nel Centro Italia (+48,8%) e nel Nord-Ovest (+27,6%) – consolida l’andamento osservato nel 2025, quando il settore dei veicoli trainati aveva chiuso l’anno con un +14,7% su base annua . Questo risultato rafforza le richieste di UNRAE e ANFIA per una tempestiva attuazione del Fondo straordinario da 590 milioni di euro destinato al rinnovo del parco veicolare. Le due associazioni sottolineano l’importanza di garantire stabilità normativa e continuità negli incentivi, con criteri premianti legati alla rottamazione dei mezzi più obsoleti.
Rinnovo flotte e incentivi: le priorità del settore
Sia ANFIA che UNRAE insistono sull’urgenza di rendere operativi i fondi già stanziati, introducendo anche misure che favoriscano le tecnologie a basse e zero emissioni, come il noleggio a lungo termine e l’impiego di biocarburanti. UNRAE propone inoltre di estendere l’intensità contributiva degli incentivi, premiando la sostituzione di mezzi datati con veicoli più sicuri e sostenibili. In parallelo, si auspica l’adeguamento normativo del Codice della Strada, in particolare per l’estensione della lunghezza massima degli autoarticolati, allineando così l’Italia agli standard europei .
Incertezza normativa e trazioni alternative: la posizione di Federauto
Federauto segnala con preoccupazione la persistente incertezza normativa che grava sul settore dei veicoli industriali, in particolare sul fronte delle alimentazioni alternative. A giudizio della Federazione, non è sufficiente aver escluso questi mezzi dall’obbligo di elettrificazione: serve riconoscere che, con l’aumento del peso del veicolo, soluzioni come l’elettrico o il metano risultano poco praticabili. In quest’ottica, Federauto sollecita una strategia di decarbonizzazione più concreta, basata sull’impiego di motori endotermici alimentati con carburanti carbon neutral. L’attuale indirizzo europeo, che continua a concentrare l’attenzione sui veicoli leggeri, rischia di lasciare in stallo un comparto cruciale per l’economia, ostacolando la programmazione degli investimenti industriali nel medio-lungo periodo.



