A Bologna il convegno ANFIA sulla componentistica automotive: nel 2024 ricavi in calo ma segnali di tenuta in Emilia-Romagna
L’andamento della componentistica automotive italiana nel 2024 ha evidenziato un rallentamento dopo alcuni anni di crescita complessivamente positiva. I dati sono emersi dall’edizione 2025 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive e sui servizi per la mobilità, che ANFIA ha realizzato insieme alla Camera di commercio di Torino e che è stata presentata a Bologna nel corso di un incontro con imprese e rappresentanti istituzionali del settore. L’evento si è svolto all’Auditorium Biagi di Confindustria Emilia Area Centro e ha riunito operatori della filiera per discutere lo stato e le prospettive dell’industria automotive. Lo studio ha analizzato l’evoluzione economica e tecnologica della filiera della componentistica automotive italiana, che comprende produttori di parti e componenti, integratori di sistemi, fornitori di moduli, imprese di engineering e design e aziende attive nei servizi innovativi per la mobilità. Nel complesso il comparto ha contato 2.134 imprese con sede legale in Italia e circa 168 mila addetti. Nel 2024 il fatturato direttamente riconducibile alla componentistica automotive ha raggiunto circa 55,5 miliardi di euro, registrando una contrazione del 6% rispetto all’anno precedente.
Le dinamiche della filiera automotive
La flessione dei ricavi ha interessato diversi livelli della catena di fornitura. In particolare hanno registrato cali i fornitori di moduli e integratori di sistemi, gli specialisti e i subfornitori delle lavorazioni. In controtendenza sono emersi invece alcuni segmenti più specializzati della componentistica automotive, come il motorsport e l’aftermarket, che nel 2024 hanno mostrato risultati positivi. Nel corso del convegno sono stati affrontati anche i principali fattori che stanno influenzando la competitività della filiera industriale. Tra questi figurano la transizione tecnologica del settore, l’evoluzione delle motorizzazioni tradizionali e ibride e il percorso di elettrificazione della mobilità. Nel dibattito tra imprese e istituzioni è emersa inoltre l’esigenza di rafforzare la competitività dell’industria europea, anche attraverso interventi sui costi energetici, sulla semplificazione normativa e su strumenti di sostegno alla produzione industriale.
Il ruolo del distretto emiliano-romagnolo
All’interno di questo quadro, l’analisi di ANFIA ha dedicato un approfondimento al distretto dell’Emilia-Romagna, uno dei principali poli italiani della componentistica automotive. Nel 2024 il territorio ha contato 225 sedi di impresa attive nel settore, pari al 10,5% del totale nazionale e terzo valore in Italia dopo Piemonte e Lombardia. Il fatturato automotive delle aziende regionali è stato stimato in circa 3,7 miliardi di euro, con una flessione del 4,1% rispetto al 2023, comunque inferiore al calo registrato a livello nazionale. Il comparto ha impiegato circa 12.700 addetti, pari al 7,6% dell’occupazione italiana della filiera, e ha registrato una crescita dello 0,7% degli occupati. Il risultato è stato trainato soprattutto dalle performance positive degli specialisti del motorsport e delle attività di lavorazione, che hanno compensato la riduzione registrata nel segmento dei subfornitori. L’analisi ha evidenziato inoltre una significativa diversificazione produttiva: il 66% delle imprese della componentistica automotive ha dichiarato di operare anche in altri comparti industriali, in particolare nelle macchine agricole e nel settore delle due ruote.


