Nel confronto promosso a Vicenza, ANITA, Daimler Truck Italia Trivellato Industriali hanno indicato nella pluralità tecnologica una leva per accompagnare il rinnovo delle flotte
L’autotrasporto merci è stato al centro dell’incontro promosso a Vicenza da ANITA, in collaborazione con Daimler Truck Italia e Trivellato Industriali, dedicato al tema della transizione delle flotte e alla necessità di adottare strumenti concreti per accompagnare il cambiamento del settore. L’appuntamento, inserito nel progetto “I grandi temi del trasporto – Dialoghi sul territorio”, ha riunito rappresentanti associativi, operatori logistici, committenza, costruttori e dealer con l’obiettivo di definire un percorso di evoluzione sostenibile fondato sulla pluralità tecnologica. A moderare l’incontro è stata Cristina Altieri, direttore responsabile di OnRoad Mag. Nel corso del confronto è emersa l’idea che il rinnovamento del parco veicolare non possa essere affrontato con una soluzione unica, ma richieda un approccio calibrato sulle specificità operative delle imprese. Percorrenze, carichi, disponibilità di infrastrutture e prestazioni richieste sono stati indicati come elementi decisivi nella scelta delle tecnologie di alimentazione. In questo quadro, il principio della neutralità tecnologica viene considerato uno strumento utile per coniugare obiettivi ambientali e sostenibilità industriale, in una fase in cui il parco circolante italiano continua a essere tra i meno moderni d’Europa, nonostante target climatici particolarmente ambiziosi.

Pluralità tecnologica e neutralità nelle scelte
Nel dibattito sull’autotrasporto merci, uno dei punti più rilevanti riguarda la possibilità di valorizzare tecnologie tra loro diverse e complementari. Riccardo Morelli, presidente di ANITA, ha richiamato il peso delle attuali tensioni geopolitiche e la necessità di costruire una transizione ecologica basata su flessibilità, resilienza e sicurezza degli approvvigionamenti energetici.

In questo passaggio, Morelli ha osservato: “l’alleato naturale del trasporto merci su strada è il principio della neutralità tecnologica, che consente di fissare obiettivi ambientali certi senza vincolare le imprese all’adozione di un’unica tecnologia di alimentazione”. Una linea condivisa anche da Trivellato Industriali, che ha ribadito il valore della consulenza alle imprese per individuare soluzioni compatibili con le reali esigenze operative. Il confronto ha così restituito una fotografia concreta del settore: la transizione non viene letta come un passaggio uniforme, ma come un processo graduale, da costruire con strumenti differenziati e con un equilibrio tra sostenibilità ambientale, tenuta economica e continuità del servizio.

Il ruolo della filiera e delle nuove tecnologie
L’incontro di Vicenza ha messo in evidenza anche il contributo della collaborazione tra operatori della filiera. Emanuele Arcese, per il Gruppo Arcese, ha sottolineato la necessità di una convergenza tra logistica e committenza per rendere possibili investimenti concreti, compresi quelli nelle soluzioni elettriche. Antonio Di Blas, direttore di stabilimento di Lecta – Cartiere del Garda, ha collegato questa traiettoria all’obiettivo di ridurre del 30% le emissioni legate al trasporto entro il 2030. Sul fronte industriale, Daimler Truck Italia ha ribadito una strategia basata su tecnologie diesel, elettriche e a idrogeno, già testate su flotte europee. Enrico Ferraioli, head of sales & marketing dell’azienda, ha richiamato in particolare il ruolo del Mercedes-Benz eActros 600, scelto da Arcese e Cartiere del Garda. Nel quadro dell’autotrasporto merci, il messaggio emerso da Vicenza è netto: la decarbonizzazione passa da scelte progressive, partnership operative e pluralità di soluzioni.


