La carenza conducenti al centro dell’iniziativa presentata da ANITA, ANAV, UNASCA e CONFARCA per collegare formazione, imprese e accesso alla professione
La carenza conducenti torna al centro del settore trasporti con la nascita di una piattaforma interassociativa promossa da ANITA, ANAV, UNASCA e CONFARCA, presentata il 26 maggio 2026 alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza del presidente della Commissione Trasporti Salvatore Deidda e del direttore generale della Motorizzazione Gaetano Servedio. Il nodo, secondo i dati richiamati dalle associazioni, riguarda ormai l’intera filiera: in Italia mancano 10 mila addetti nel trasporto passeggeri e 20 mila nel trasporto merci nel 2026, mentre a livello europeo le posizioni vacanti superano le 500 mila e potrebbero oltrepassare il milione senza misure correttive. In questo quadro, la carenza conducenti non pesa soltanto sull’organizzazione dei servizi, ma anche sui costi operativi, sulla continuità delle attività e sulla competitività delle imprese, in un mercato che continua a mostrare difficoltà nell’attrarre giovani e donne.
Un raccordo tra imprese, autoscuole e accesso al lavoro
La piattaforma punta a costruire un coordinamento stabile tra imprese e autoscuole, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e di intervenire sul piano normativo, formativo e occupazionale. Tra gli strumenti indicati figura lo sviluppo del portale ANITA/ANAV&Jobs, orientato al recruiting e alla qualificazione dei conducenti, insieme al rafforzamento del ruolo delle autoscuole come presidio territoriale di accesso alla professione. Nel testo vengono inoltre richiamate alcune misure considerate prioritarie: autorizzazione della formazione a distanza, guida temporanea per chi è ancora in formazione e razionalizzazione dei percorsi per patenti professionali e Carta di qualificazione del conducente. Nicola Biscotti, presidente ANAV, ha spiegato che “La carenza di conducenti rappresenta oggi una priorità strategica per l’intero sistema della mobilità e della logistica. Senza un intervento strutturale, il rischio è quello di compromettere la continuità e la qualità dei servizi”.
Le posizioni delle associazioni sul rilancio della professione
Le associazioni leggono la carenza conducenti come una criticità ormai strutturale, da affrontare con strumenti condivisi e con una revisione dei percorsi di ingresso nel settore. Riccardo Morelli, presidente di ANITA, ha sottolineato che “La disponibilità di conducenti qualificati è un fattore abilitante per la competitività delle imprese di autotrasporto merci e logistica, da cui dipende la continuità delle filiere produttive e la capacità di crescita del Sistema Paese”. Sul versante della formazione, Andrea Vannucchi, presidente UNASCA, ha rimarcato che “Le autoscuole e i centri di istruzione automobilistica svolgono un ruolo fondamentale nell’accompagnare i giovani verso una professione che offre concrete opportunità occupazionali, ma che deve essere maggiormente valorizzata, conosciuta e resa attrattiva”. L’impianto delineato da ANITA, ANAV, UNASCA e CONFARCA si muove dunque su tre direttrici: accesso più semplice alla professione, rafforzamento della preparazione e maggiore integrazione tra sistema formativo e mercato del lavoro.


