Nel webinar promosso da ANITA con ACCUDIRE e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la digitalizzazione della logistica emerge come passaggio decisivo per adeguarsi alle nuove regole europee e nazionali
La digitalizzazione della logistica entra sempre più nel perimetro delle priorità operative per le imprese di trasporto e spedizione. Al centro del webinar organizzato da ANITA con la collaborazione di ACCUDIRE, e con la partecipazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, c’è stato il rapporto fra innovazione documentale, obblighi normativi e ricadute concrete sull’attività aziendale. L’incontro, svolto il 10 giugno a Roma, è nato per rispondere ai quesiti posti dalle aziende in una fase di cambiamento che investe la gestione dei documenti di trasporto e, più in generale, l’intera filiera. In questo quadro, la digitalizzazione della logistica viene indicata come uno snodo essenziale per governare il dato, semplificare i flussi informativi e accompagnare la transizione verso modelli documentali dematerializzati, sempre più richiesti dal contesto europeo e internazionale.
Il quadro europeo e il caso Spagna
Una parte rilevante del confronto ha riguardato l’evoluzione normativa fuori dai confini italiani, a partire dalla Spagna, dove entro ottobre 2026 entrerà in vigore l’obbligo di utilizzare documentazione di trasporto in formato digitale. Il riferimento si inserisce in un contesto più ampio, che comprende la diffusione della e-CMR a livello internazionale in 41 Paesi, tra area UE ed extra UE, il regolamento europeo eFTI e l’avanzamento di strumenti come l’e-DDT, nel quadro di una progressiva armonizzazione delle discipline nazionali. Per ANITA, il passaggio non può più essere rinviato. “La digitalizzazione dei documenti di trasporto è ormai una condizione necessaria per competere nei traffici internazionali. Come ANITA vogliamo aiutare le imprese a leggere correttamente le norme, a cogliere le opportunità disponibili e a trasformare gli obblighi in un percorso di crescita organizzativa e tecnologica”, ha affermato Giuseppina Della Pepa, segretario generale dell’associazione. La digitalizzazione della logistica, in questa prospettiva, non riguarda soltanto l’adempimento formale, ma anche la capacità di restare competitivi in un mercato in rapido assestamento.
Imprese, tecnologia e rapporto con le istituzioni
Sul versante operativo, ACCUDIRE ha richiamato l’urgenza di un adeguamento tempestivo. “Il cambiamento è già iniziato e le imprese devono muoversi fin da subito: attendere significa rischiare di subire la trasformazione, mentre prepararsi oggi consente di guidarla con conoscenza, competenza e controllo. La tecnologia deve diventare uno strumento concreto per semplificare i processi, ridurre gli errori e aumentare la competitività”, ha osservato Abramo Vincenzi, AD e co-fondatore di ACCUDIRE. Dal Ministero è arrivata un’indicazione in linea con questa impostazione. “La digitalizzazione della logistica deve svilupparsi in linea con l’evoluzione del quadro normativo internazionale, in un percorso di progressiva armonizzazione. È essenziale che le imprese acquisiscano consapevolezza del cambiamento e adottino strumenti digitali, così da migliorare l’efficienza operativa e la trasparenza nei rapporti con le autorità competenti. In Italia, a seguito dell’introduzione della e-CMR, sono in corso le attività per l’attuazione del regolamento (UE) 2020/1056, nonché valutazioni sull’estensione dei processi di digitalizzazione anche al trasporto nazionale delle merci (DDT)”, ha commentato Vincenzo Corbi, funzionario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Dal webinar emerge così un punto netto: senza un confronto stabile tra istituzioni e imprese, la digitalizzazione della logistica rischia di produrre incertezze applicative invece che efficienza.


