Con dieci tappe sul territorio, Arval Italia ha riunito oltre 1.000 Arval Center per fare il punto sulla rete di assistenza, sulle performance operative e sulle linee di sviluppo della rete preferenziale
La rete di assistenza Arval Center è stata al centro del roadshow 2026 promosso da Arval Italia, concluso l’8 luglio in provincia di Brescia dopo dieci tappe in altrettante aree del Paese. L’iniziativa ha coinvolto oltre 1.000 riparatori della rete preferenziale – tra officine e carrozzerie specializzate – distribuiti tra Veneto, Lombardia, Sicilia, Toscana, Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Marche, Puglia e Piemonte. L’obiettivo degli incontri è stato quello di condividere informazioni sul mercato, analizzare le tendenze in corso e mettere a fuoco gli strumenti più utili per accompagnare l’evoluzione della rete di assistenza. Il confronto si è concentrato anche sulle caratteristiche della flotta Arval, che supera i 300.000 veicoli e presenta un’età media inferiore rispetto al parco circolante nazionale. Un dato che incide direttamente sull’attività dei centri: quasi un terzo dei mezzi ha alimentazioni diverse da quelle termiche ed è dotato di tecnologie più recenti, su cui la rete interviene per gran parte degli oltre 1 milione di eventi di assistenza e manutenzione gestiti ogni anno.
Performance e qualità del servizio
Nel corso del roadshow, Arval Italia ha presentato agli Arval Center i risultati dei centri su alcuni indicatori operativi, tra cui il tempo di fermo del veicolo, il ricorso all’auto sostitutiva, l’uso di AIRepair – la tecnica di ripristino rapido – e il livello di soddisfazione dei clienti rilevato attraverso survey dedicate. Accanto ai numeri, sono state condivise anche pratiche operative considerate utili per migliorare la qualità complessiva del servizio; tra queste, il maggiore ricorso ad AIRepair e la riparazione dei cristalli in alternativa alla sostituzione, quando possibile. In questo quadro, la rete di assistenza viene considerata un passaggio essenziale per rafforzare l’esperienza d’uso dei clienti e dei driver, anche attraverso una gestione più uniforme e misurabile delle attività sul territorio.
Le direttrici di sviluppo della rete
Le linee di lavoro illustrate da Arval Italia ruotano attorno a tre assi: industrializzazione, servizi proattivi e digitalizzazione. Il primo riguarda l’ottimizzazione della preventivazione, l’indirizzamento del veicolo verso il centro più adatto e il monitoraggio costante dello stato della riparazione, con relativo aggiornamento al driver. I servizi proattivi puntano invece a ricordare in anticipo alcune scadenze, come tagliandi e cambio gomme. La digitalizzazione, infine, prevede un maggiore utilizzo di My Arval e l’automazione di alcune attività operative. A questo si aggiunge un percorso di ulteriore qualificazione degli Arval Center, con piani di sviluppo costruiti sulle esigenze dei singoli centri e il supporto del team di Network Manager. Efrem Bresolin, Direttore Aftermarket Networks di Arval Italia, ha spiegato: “L’assistenza e la manutenzione dei veicoli rappresentano servizi strategici per chi ha un’auto a noleggio per le proprie esigenze personali e, ancora di più, per chi con i mezzi porta avanti la propria attività lavorativa”. E ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è quello di supportarli mettendo a loro disposizione gli strumenti più idonei per accompagnare la loro crescita”.


