A sei mesi dalla conversione in legge del Decreto Infrastrutture, l’indennizzo soste autotrasportatori si conferma una misura inefficace. È quanto emerge dal monitoraggio condotto da Assotir, presentato oggi 10 febbraio 2026 nel corso di una conferenza stampa. Il decreto prevede un indennizzo di 100 euro per ogni ora oltre i 90 minuti di attesa al carico o scarico, ma senza automatismi: spetta al trasportatore richiedere il pagamento, con il rischio di danneggiare i rapporti commerciali. I dati parlano chiaro: solo il 28% delle imprese di medie dimensioni ottiene il riconoscimento, tra le microimprese appena il 5%. Complessivamente, oltre 58mila aziende non hanno accesso effettivo alla tutela prevista dalla legge. “La situazione è pressoché identica a quella in vigore con la normativa precedente – ha dichiarato Claudio Donati, Segretario Generale di Assotir –. Nessun effetto volano, nessun cambiamento concreto”.
Sistema debole, serve intervento statale
Il nodo centrale resta la struttura della norma, che scarica sul trasportatore l’intero onere della procedura. Assotir sottolinea come questo approccio, già inefficace nel passato, non sia stato corretto dal nuovo impianto legislativo. “Si continua a indicare come unico strumento di tutela l’azione di denuncia da parte del trasportatore nei confronti del proprio cliente”, ha osservato Anna Vita Manigrasso, Presidente nazionale di Assotir. “Ma è proprio qui che il meccanismo si inceppa: la vecchia norma non ha mai funzionato in vent’anni, e la nuova replica lo stesso difetto”. Durante la conferenza stampa, Manigrasso ha ribadito la proposta dell’associazione: introdurre sanzioni a carico del committente inadempiente, per consentire allo Stato di intervenire in modo diretto e autonomo. Un sistema simile è già operativo in Spagna. “Le soste non giustificate – ha aggiunto – rappresentano un danno sistemico, non solo un problema privatistico, e giustificano pienamente l’intervento pubblico”.
Microimprese penalizzate, settore sbilanciato
L’indagine ha evidenziato una disparità strutturale: le microimprese, che costituiscono il 65% del settore, sono praticamente escluse dall’indennizzo soste autotrasportatori. Solo il 5% di queste realtà riesce ad attivare la procedura, mentre il restante 95% non ha alcuna possibilità concreta di tutela. Secondo Assotir, ciò altera le dinamiche competitive, aggravando la fragilità delle imprese più piccole e rendendo inefficiente l’intera catena logistica. “Il 72% delle imprese di medie dimensioni e il 95% di quelle piccole non ottiene nulla – ha precisato Donati –. Si tratta di numeri che rendono evidente il fallimento dell’attuale modello”. Per l’associazione, l’unica strada percorribile è un ripensamento strutturale del sistema, che affianchi al diritto all’indennizzo strumenti effettivi di controllo e sanzione. Solo così, conclude Assotir, sarà possibile garantire un’applicazione equa della normativa.
Fonte: Conferenza stampa Assotir – Roma, 10 febbraio 2026. Presentazione del monitoraggio sull’impatto del DL Infrastrutture.



