Austria, svolta nei pedaggi per l’autotrasporto: annullati gli aumenti previsti per il 2026

17 Settembre 2025
1 min read
pedaggi per l’autotrasporto

La mobilitazione delle imprese di trasporto ottiene una risposta concreta dal governo austriaco: congelati gli aumenti infrastrutturali dei pedaggi per i mezzi pesanti.

Oltre sessanta mezzi pesanti hanno attraversato Vienna il 10 settembre per contestare il rincaro dei pedaggi autotrasporto Austria. Il corteo – partito dalla Bassa Austria e diretto alla sede del Ministero della Mobilità – si è svolto senza blocchi stradali, ma con un impatto simbolico ben calcolato. Alla guida della protesta, il Fachverband Güterbeförderungsgewerbe della Wirtschaftskammer Österreich, che rappresenta circa 6.300 imprese del settore. L’iniziativa ha visto una partecipazione eterogenea: aziende locali, operatori internazionali, traslocatori e imprese alimentari, tutti uniti da una criticità comune – la crescita costante dei costi stradali, con un +27,5% in tre anni.

Un sistema sotto pressione

L’Austria applica da gennaio 2024 un sistema di pedaggio legato alle emissioni di CO₂. L’impatto è tangibile: per i veicoli Euro VI di classe CO₂ 1, l’aumento medio è stato del 7,4%, con ulteriori rialzi previsti entro il 2026. Le imprese segnalano una forte riduzione degli investimenti: nei primi otto mesi del 2025, le immatricolazioni di autotreni sono scese del 17%. A ciò si aggiunge un confronto sfavorevole con gli altri Paesi europei: un camion da 40 tonnellate percorre solo 94 km in Austria con 50 euro di pedaggio, contro i 535 in Polonia e i 328 in Italia. La redditività del settore, già assestata su una media del 2%, rischia di scendere ulteriormente.

Accordo ponte e prospettive future

Nel pomeriggio dello stesso giorno, il ministro Peter Hanke ha annunciato lo stop all’aumento dei costi infrastrutturali dei pedaggi autotrasporto Austria previsto per il 2026. Resta invece confermata l’applicazione dei costi ambientali, pari a 42 milioni di euro. L’accordo mantiene lo sconto del 75% per i veicoli a zero emissioni oltre le 3,5 tonnellate fino al 2030 e prevede un adeguamento del 2,9% delle tariffe per i veicoli leggeri. Markus Fischer, portavoce del comparto, ha accolto positivamente l’intesa, chiedendo però ulteriori misure, come la revisione del limite notturno a 60 km/h e delle restrizioni sui veicoli C17. Il confronto tra imprese e istituzioni resta aperto – e cruciale per garantire sostenibilità economica e transizione ecologica del trasporto merci su gomma.

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