L’Italia registra 1.792 autobus a zero emissioni tra gennaio e giugno, secondo l’ICCT: quota al 45,4%, mentre il mercato Ue raggiunge 6.425 unità e sale al 28,6%.
Nel primo semestre del 2026 l’Italia si porta al primo posto nell’Unione europea per numero di autobus a zero emissioni immatricolati. I dati dell’International Council on Clean Transportation (ICCT) indicano 1.792 nuove unità tra gennaio e giugno, pari al 45,4% delle vendite nazionali di autobus e pullman con massa superiore a 3,5 tonnellate. Nello stesso periodo del 2025 le immatricolazioni italiane erano state 427 e la quota si fermava al 16,6%: in dodici mesi, quindi, il peso dei veicoli a zero emissioni sul mercato nazionale è aumentato di 28,8 punti percentuali. Il primato dell’Italia riguarda soprattutto i volumi assoluti: alle sue spalle figurano Polonia, con 668 unità, Romania con 622, Germania con 567, Paesi Bassi con 531, Portogallo con 448 e Francia con 421. In termini di quota percentuale, invece, alcuni mercati presentano livelli superiori a quello italiano, tra cui Paesi Bassi, Danimarca, Romania, Lituania e Portogallo. Una distinzione rilevante, perché consente di leggere correttamente la posizione dell’Italia nel quadro europeo.
Il mercato europeo accelera sugli autobus a zero emissioni
La crescita italiana si inserisce in un mercato comunitario che, nel complesso, continua ad ampliare la presenza degli autobus a zero emissioni. Nei primi due trimestri del 2026, secondo la tabella dedicata dell’ICCT, nell’Ue-27 sono state registrate 6.425 unità, contro 4.295 nello stesso periodo del 2025: l’incremento è vicino al 50%. La quota sulle nuove vendite è passata dal 22,7% al 28,6%. Il rapporto segnala inoltre un’accelerazione particolarmente evidente nel segmento degli autobus urbani. Nel secondo trimestre del 2026 la componente elettrica a batteria ha superato il 60% delle nuove vendite di city bus, mentre quella diesel, comprese le motorizzazioni ibride, è scesa al 30%. Il dato interrompe una sequenza di quattro trimestri consecutivi nei quali la quota dei mezzi urbani a zero emissioni era diminuita. L’avanzata, tuttavia, resta disomogenea tra i diversi Paesi: i autobus a zero emissioni rappresentano il 69,6% del mercato nei Paesi Bassi, il 60,3% in Danimarca, il 57,1% in Romania e il 55,4% in Portogallo, mentre Germania e Francia si attestano rispettivamente al 15,5% e al 12,5%.
Italia, crescita concentrata anche nel secondo trimestre
Il passo dell’Italia emerge con particolare nettezza nei dati del secondo trimestre. Tra aprile e giugno sono stati immatricolati 1.161 autobus a zero emissioni, pari al 54,6% del mercato nazionale, contro 253 unità e una quota del 21,2% nello stesso trimestre del 2025. L’ICCT collega questa dinamica anche alla fase finale di utilizzo delle risorse europee destinate alla mobilità sostenibile. Il rapporto ricorda che l’Italia è stata tra i principali beneficiari della Recovery and Resilience Facility e che, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, 34,5 miliardi di euro sono stati destinati alla mobilità sostenibile; le risorse devono essere impiegate entro agosto 2026. L’istituto considera quindi possibile che la rapida crescita delle immatricolazioni nella prima metà dell’anno sia stata favorita dall’avvicinarsi di questa scadenza. Nello stesso periodo Iveco Bus, con sede in Italia, è diventata il principale costruttore di autobus a zero emissioni nell’Ue: nel solo secondo trimestre ha venduto in Italia circa 700 autobus e pullman elettrici, in gran parte destinati al servizio urbano, circa dieci volte il volume registrato un anno prima. I dati mostrano così un’accelerazione marcata del mercato italiano, all’interno di una transizione europea che procede a velocità differenti da Paese a Paese.


