Dopo le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte Ue, FAI-Conftrasporto torna a sollecitare una revisione dei vincoli al Brennero e del sistema che incide sulla libera circolazione delle merci
Il tema della libera circolazione delle merci torna al centro del confronto europeo sul Brennero, dopo le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla controversia che coinvolge l’Italia e l’Austria. FAI-Conftrasporto esprime soddisfazione per un passaggio giudicato coerente con la posizione sostenuta dal Governo italiano e guarda ora al pronunciamento definitivo della Corte. Per l’associazione, la questione non riguarda soltanto i flussi lungo l’asse alpino, ma investe in modo diretto la competitività del sistema produttivo nazionale, che da anni subisce gli effetti delle limitazioni imposte al traffico delle merci.
Le richieste di FAI-Conftrasporto
Secondo il presidente Paolo Uggè, le conclusioni dell’Avvocato generale rappresentano un segnale favorevole in vista della decisione finale. “Accogliamo con soddisfazione le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione europea, pienamente in linea con le posizioni sostenute dal Governo italiano. Attendiamo ora con fiducia il pronunciamento definitivo della Corte”. Nel merito, FAI-Conftrasporto contesta da tempo l’impostazione adottata dall’Austria, ritenuta penalizzante per il trasporto e per la libera circolazione delle merci. L’associazione sostiene che l’attuale sistema dei divieti previsto dal Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi abbia finito con il consolidare un vero e proprio “muro alpino”, con ripercussioni economiche che vanno oltre il solo comparto logistico. Per questo, il parere dell’Avvocato generale viene letto come un passaggio che rafforza la richiesta di ripensare quelle regole, risalenti alla stagione del ministro Bersani e del Governo Amato.
Il nodo europeo della libera circolazione delle merci
Nella lettura di FAI-Conftrasporto, il caso Brennero richiama un principio essenziale dell’ordinamento europeo: la libera circolazione delle merci. “Da troppo tempo l’Austria persegue, con un atteggiamento di chiusura, una politica restrittiva che penalizza la competitività del sistema produttivo italiano e limita la libera circolazione delle merci”. Uggè sottolinea inoltre che il Governo italiano abbia portato la questione davanti alle istituzioni europee con una linea più netta rispetto al passato. “La libera circolazione è uno dei principi fondanti dell’Unione europea. È positivo che il Governo italiano abbia finalmente fatto propria questa battaglia, portandola avanti con determinazione davanti alle istituzioni europee. Ora auspichiamo che la sentenza della Corte ristabilisca definitivamente il pieno rispetto di questo principio fondamentale”. L’attesa, a questo punto, è concentrata sulla sentenza della Corte Ue, da cui dipenderà il prossimo equilibrio tra regole ambientali, traffico transfrontaliero e libera circolazione delle merci lungo uno dei principali corridoi europei.


