Federauto avverte: senza nuovi fondi per il rinnovo parco autobus, il TPL rischia un’involuzione con mezzi obsoleti e investimenti tecnologicamente rigidi.
Federauto avverte: senza nuovi fondi per il rinnovo parco autobus, il TPL rischia un’involuzione con mezzi obsoleti e investimenti tecnologicamente rigidi.

Bus TPL, Federauto: rischio invecchiamento del parco mezzi senza nuovi fondi

Federauto Bus lancia l’allarme: le risorse residue del PSNMS non bastano a garantire un reale rinnovo del parco TPL. Serve un piano stabile e coerente con la neutralità tecnologica.

Dopo la fase positiva segnata dai finanziamenti del PNRR, che aveva contribuito a svecchiare in modo significativo il parco autobus del trasporto pubblico locale — soprattutto nelle aree urbane e suburbane — il comparto si trova oggi di fronte a una brusca frenata. A lanciare l’allarme è Federauto Bus, per voce di Maria Fiorentino, responsabile del settore Autobus dell’associazione: «Registriamo una progressiva riduzione degli investimenti da parte delle aziende TPL». Con la fine dei fondi straordinari del Recovery Plan, il comparto sta tornando a operare con budget ordinari ridotti, risalenti a un piano strategico (il PSNMS) concepito ormai cinque governi fa. Le risorse residue, circa 1,3 miliardi di euro distribuiti fino al 2028, sono in larga parte già impegnate e non risultano sufficienti per sostenere un rinnovamento strutturale.

Tecnologie verdi, ma con costi elevati

I due decreti direttoriali più recenti — DD 152/2025 e DD 445/2025 — vincolano l’utilizzo dei fondi all’acquisto esclusivo di veicoli a basse o zero emissioni: elettrici, a idrogeno o alimentati a (bio)metano. Tuttavia, secondo Federauto, la sostenibilità ambientale rischia di scontrarsi con i limiti economici. Fiorentino sottolinea che «per ogni bus tradizionale da sostituire, servirebbero fino a 1,5 veicoli elettrici per garantire la stessa capacità operativa», a causa dei costi superiori e delle percorrenze inferiori. La rigidità dei criteri attuali impedisce una pianificazione flessibile, soprattutto in territori dove le infrastrutture per il metano o l’idrogeno sono ancora carenti. In questo contesto, il numero di mezzi acquistabili si riduce drasticamente, lasciando in servizio veicoli obsoleti — con effetti negativi su emissioni, affidabilità e comfort.

Un piano pluriennale e tecnologicamente neutro

Federauto propone un intervento strutturale: un nuovo piano di finanziamento stabile, pluriennale e affiancato al PSNMS, fondato sul principio di neutralità tecnologica. Solo così sarà possibile garantire una transizione sostenibile, che non penalizzi le imprese né comprometta i risultati raggiunti finora. A ciò si aggiunge l’appello affinché le future risorse europee privilegino i produttori del continente: «Destinare i fondi UE al prodotto europeo significa rafforzare l’occupazione e l’industria interna, evitando di alimentare economie che non condividono gli stessi standard in materia di diritti e sostenibilità». Secondo Federauto, la libertà tecnologica resta un elemento essenziale per consentire agli operatori TPL di scegliere soluzioni adeguate alle proprie esigenze operative. In un quadro normativo ancora incerto, il mix energetico — bilanciato tra diverse alimentazioni — rappresenta oggi la strada più pragmatica per non disperdere i benefici della transizione ecologica nel trasporto pubblico locale.

MAGAZINE

NEWSLETTER

Vaisu

Don't Miss