Caporalato digitale e Deliveroo al centro dell’inchiesta della Procura di Milano. Disposto il controllo giudiziario sulla piattaforma. Verifiche estese alla filiera distributiva con possibili ricadute su logistica e autotrasporto.
La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario nei confronti di Deliveroo Italy S.r.l. nell’ambito di un’indagine per presunta intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro riconducibile al fenomeno del caporalato digitale. L’ipotesi riguarda circa 3 mila rider operativi nell’area milanese e fino a 20 mila su scala nazionale. Dalle risultanze investigative emerge che una quota significativa di lavoratori avrebbe percepito compensi inferiori a 1.245 euro lordi mensili. Il provvedimento segue un’analoga iniziativa adottata nei confronti di Foodinho S.r.l., società collegata alla piattaforma Glovo. Deliveroo ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria. L’intervento si inserisce in un più ampio filone che investe l’organizzazione del lavoro nelle piattaforme digitali e, più in generale, l’assetto della distribuzione urbana dell’ultimo miglio.
Verifiche sui committenti e impatti sulla catena logistica
Le verifiche si estendono ai principali operatori della ristorazione e della grande distribuzione che si avvalgono dei servizi di consegna: McDonald’s, Burger King, Carrefour, Esselunga, Poke House, Crai Secom e KFC. La Procura ha richiesto documentazione sui modelli organizzativi 231 e sui sistemi di controllo interno, con l’obiettivo di accertare l’idoneità delle procedure a prevenire condotte illecite lungo la filiera. Per il comparto dell’autotrasporto e della logistica urbana, l’attenzione si concentra sulla responsabilità del committente e sulla tracciabilità dei rapporti contrattuali nei servizi di ultimo miglio, ambito in cui subappalti e piattaforme digitali ridefiniscono ruoli e obblighi.
Algoritmi, organizzazione del lavoro e scenari regolatori
Al centro dell’inchiesta vi è anche il funzionamento degli algoritmi che gestiscono assegnazione delle consegne, priorità operative e penalizzazioni. Secondo l’impostazione accusatoria, tali strumenti potrebbero incidere sull’autonomia dei rider, configurando forme di etero-organizzazione rilevanti ai fini della qualificazione del rapporto di lavoro. La Procura ha nominato un amministratore giudiziario con il compito di verificare l’adeguamento dell’assetto aziendale e il rispetto delle norme. Il procedimento si colloca nel contesto del recepimento della direttiva europea sul lavoro tramite piattaforma, che introduce una presunzione di subordinazione salvo prova contraria. Per il settore logistico, la vicenda rappresenta un passaggio potenzialmente rilevante nella definizione di standard contrattuali e organizzativi per la distribuzione urbana delle merci.



