Secondo IRU, la carenza di autisti nel trasporto stradale turco spinge UND e istituzioni a investire su formazione femminile, incentivi e digitalizzazione
La carenza di autisti resta una delle principali criticità per il trasporto stradale in Turchia. A ricostruire le iniziative avviate nel Paese è IRU, l’organizzazione mondiale del trasporto su strada, che ha raccolto l’esperienza di Elif Nuhoğlu, responsabile dell’unità Relazioni Ue e internazionali di UND, associazione turca aderente a IRU. In questo quadro si inserisce la Women Truck Driver Academy, promossa nel 2025 da UND insieme al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e al Ministero del Lavoro e della Sicurezza sociale. Il progetto punta ad ampliare l’accesso alla professione, favorendo l’ingresso delle donne attraverso formazione specialistica e incentivi pubblici destinati alle imprese che assumono conducenti. “Ci è voluto circa un anno e mezzo per avviarla. Prima del lancio dell’accademia, abbiamo intervistato donne camioniste”, ha spiegato Nuhoğlu a IRU. Quei colloqui, ha aggiunto, hanno mostrato che “guidare camion è una professione che le donne possono svolgere con successo”. Nel 2025 sono arrivate oltre 400 candidature; i primi due gruppi hanno già concluso il percorso e, nel secondo, le donne rappresentavano circa il 70% della classe. La preparazione comprende 40 ore di teoria e 60 ore di attività pratica.
Formazione, costi e condizioni di lavoro
Secondo l’analisi riportata da IRU, la carenza di autisti non è legata soltanto alla disponibilità di candidati, ma anche ai costi di accesso e alle condizioni operative. “Il costo è uno dei principali ostacoli all’ingresso nella professione”, ha osservato Nuhoğlu. “Molte persone vogliono diventare camionisti, ma non sanno come accedere alla formazione o non possono permettersi l’intero percorso”. A incidere sono inoltre le lunghe attese alle frontiere e la disponibilità ancora insufficiente di aree di sosta adeguate. Sono problemi comuni a tutti i conducenti, ma la presenza di strutture sicure e attrezzate assume un peso particolare quando si punta ad aumentare l’occupazione femminile nel trasporto stradale. UND segnala anche la necessità di coinvolgere più giovani. L’interesse verso il mestiere sta crescendo e, per alcuni nuovi conducenti, la possibilità di lavorare all’estero rappresenta un elemento di attrazione. Il camion diventa spesso uno spazio personale, organizzato per affrontare lunghi viaggi; in alcuni casi, inoltre, l’attività internazionale viene svolta da coppie che viaggiano insieme.
Digitalizzazione e prospettive di carriera
IRU indica nella digitalizzazione un altro elemento utile per contrastare la carenza di autisti e rendere il settore più vicino alle aspettative delle nuove generazioni. Documenti elettronici, sistemi digitali per le informazioni sulle merci e procedure senza carta possono ridurre gli adempimenti amministrativi e semplificare il lavoro quotidiano. “Per le generazioni più giovani, in particolare, un ambiente di lavoro più digitale e tecnologicamente avanzato può aumentare l’interesse verso i percorsi professionali da autista e allineare la professione alle aspettative attuali della forza lavoro”, ha affermato Nuhoğlu. In Turchia, le iniziative dedicate all’eCMR, ai processi paperless e alla futura diffusione dei sistemi elettronici per il trasporto merci mostrano il percorso di modernizzazione avviato dal comparto. La guida professionale può inoltre rappresentare il primo passaggio verso altre funzioni nella logistica, dalla supervisione delle flotte alla gestione dei trasporti, dalla formazione alla compliance. “Le loro esperienze illustrano come la professione possa offrire opportunità di crescita professionale a lungo termine, proprietà aziendale e imprenditorialità”, ha sottolineato Nuhoğlu, ricordando che diversi imprenditori e proprietari di flotte turchi hanno iniziato la propria carriera come autisti. Il modello presentato da IRU ha già suscitato interesse presso associazioni e operatori di altri Paesi.


