Secondo Confimprenditori, la misura approvata dal Governo contro il caro-carburanti non affronta le cause strutturali dell’aumento dei costi sostenuti dalle imprese
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri per contrastare il caro-carburanti rischia di avere un impatto limitato sulle difficoltà delle imprese. È la posizione espressa da Confimprenditori, che considera lo sconto previsto per dieci giorni una misura temporanea, non adeguata a una situazione che prosegue da mesi e che coinvolge non soltanto il prezzo dei carburanti, ma anche quello dell’energia e delle materie prime. L’associazione ritiene che l’intervento non incida sulle cause strutturali degli aumenti e lasci irrisolto il problema della progressiva riduzione dei margini aziendali. Secondo il presidente di Confimprenditori, Ruvolo, le attività economiche hanno ormai bisogno di strumenti capaci di produrre effetti nel medio e lungo periodo. «Di fronte a un’emergenza che dura da mesi, rispondere con uno sconto di dieci giorni significa non aver compreso la portata del problema», afferma.
L’aumento dei costi riduce i margini delle imprese
La critica di Confimprenditori si concentra sulla durata e sulla portata economica dell’intervento contro il caro-carburanti. Per l’associazione, una riduzione circoscritta nel tempo non permette alle aziende di programmare le spese, contenere i costi operativi o recuperare i margini persi durante i mesi di rincari. Il problema riguarda soprattutto le attività maggiormente dipendenti dai trasporti, dalla logistica e dai consumi energetici, che devono sostenere contemporaneamente l’aumento di più voci di spesa. «Le nostre imprese non hanno bisogno di piccoli gesti temporanei: hanno bisogno di risposte strutturali, perché con questi aumenti di carburante, energia e materie prime, molte attività rischiano davvero di non arrivare a fine anno», sottolinea Ruvolo. Nella lettura dell’associazione, quindi, il caro-carburanti si inserisce in un quadro più ampio di pressione sui bilanci aziendali.
Confimprenditori chiede interventi strutturali
Per Confimprenditori, la misura conferma una gestione dell’emergenza basata su interventi rinviati o condizionati dalla disponibilità delle coperture finanziarie. Una strategia che, secondo l’organizzazione, non risponde ai tempi delle imprese, chiamate ad affrontare nell’immediato pagamenti, forniture e costi di produzione. Il nodo del caro-carburanti resta dunque aperto: lo sconto può alleggerire la spesa per un periodo limitato, ma non garantisce stabilità né permette una pianificazione economica più certa. «Il Governo prende tempo — conclude Ruvolo — ma il tempo è esattamente ciò che alle imprese, oggi, manca.»


