ASSOTIR chiede controlli a Civitavecchia contro le distorsioni nel trasporto merci e rilancia regole certe per fronteggiare il caro gasolio.
ASSOTIR chiede controlli a Civitavecchia contro le distorsioni nel trasporto merci e rilancia regole certe per fronteggiare il caro gasolio.

Caro gasolio, ASSOTIR propone controlli al Porto di Civitavecchia

22 Aprile 2026
2 mins read

Sul caro gasolio ASSOTIR chiede un presidio di monitoraggio a Civitavecchia e ribadisce il no allo stop dell’autotrasporto

Il caro gasolio spinge ASSOTIR a chiedere nuove misure di vigilanza al Porto di Civitavecchia, con l’obiettivo di intercettare possibili squilibri nel mercato del trasporto e tutelare le imprese più esposte all’aumento dei costi. Nel corso di un incontro svolto presso il Consorzio Autotrasportatori Civitavecchia, l’associazione ha indicato come prioritaria l’istituzione di un punto di monitoraggio attraverso cui le aziende possano segnalare, anche in forma anonima, eventuali anomalie e sollecitare l’intervento dell’Antitrust contro fenomeni speculativi lungo la filiera. La proposta, riferita anche alla corretta applicazione della clausola del fuel surcharge, è stata presentata all’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale. Sullo sfondo resta l’impatto dell’aumento dei prezzi del carburante, collegato nel testo alla crisi in Iran, che secondo ASSOTIR sta comprimendo i margini delle imprese di autotrasporto e rendendo più difficile trasferire i rincari sui livelli successivi della catena logistica.

Il nodo dei costi nel trasporto

Secondo quanto emerso nell’incontro, il punto critico riguarda lo scarto tra l’aumento dei prezzi al consumo, spesso giustificato con i maggiori oneri di trasporto, e la situazione reale dei vettori, che in molti casi continuano a non recuperare i costi sostenuti. Patrizio Loffarelli, rappresentante dell’autotrasporto presso l’AdSP del Mar Tirreno centro settentrionale, ha sintetizzato così il problema: “I prezzi dei beni di consumo aumentano con la scusa dei maggiori costi di trasporto, ma i trasportatori lamentano il fatto di non riuscire a coprire i maggior costi”. Nelle sue parole c’è il senso dell’iniziativa lanciata a Civitavecchia, dove la collaborazione con l’ente portuale punta a vigilare sulle possibili distorsioni del mercato. Anche Claudio Donati, segretario nazionale ASSOTIR, ha indicato la necessità di una risposta più ampia: “Il credito d’imposta e il taglio delle accise non sono sufficienti per compensare l’impennata dei costi del gasolio”. Da qui la richiesta di un riequilibrio tra committenti e vettori, in modo che il peso del caro gasolio non resti concentrato solo sull’ultimo anello della filiera.

Il tavolo del 5 maggio e il no al fermo

Il prossimo passaggio è fissato per il 5 maggio, data della prima riunione sul tema al Tavolo permanente sulla legalità e la trasparenza dell’autotrasporto presso l’AdSP. In quella sede ASSOTIR tornerà a chiedere interventi contro le spinte speculative e contro il rischio che l’intermediazione assorba gli adeguamenti tariffari, lasciando ai trasportatori il peso dei rincari. L’associazione ha inoltre escluso la strada del blocco dei servizi. La posizione è netta, e viene ribadita anche dal presidente locale Peppino Loria: “sarebbe una sconfitta per tutti”. Per ASSOTIR, il comparto resta essenziale per l’economia nazionale; proprio per questo, sostiene l’associazione, servono regole certe, strumenti di controllo e verifiche effettive, così da affrontare il caro gasolio senza aggravare ulteriormente la tenuta operativa dell’autotrasporto nello scalo di Civitavecchia e, più in generale, nella filiera logistica.

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