Carlo De Ruvo richiama l’impatto delle tensioni geopolitiche globali sui costi e sugli equilibri della logistica.
Carlo De Ruvo richiama l’impatto delle tensioni geopolitiche globali sui costi e sugli equilibri della logistica.

Logistica delle merci, Confetra avverte: senza interventi immediati cresce il rischio di blocco

30 Aprile 2026
2 mins read

Per Confetra la logistica delle merci è esposta a una crisi che va oltre l’autotrasporto: le misure sulle accise, secondo la Confederazione, non producono effetti concreti sul settore e richiedono correttivi urgenti

La logistica delle merci entra in una fase di forte tensione, secondo Confetra, che richiama l’attenzione sugli effetti della crisi energetica sull’intero sistema dei trasporti. Il nodo, osserva la Confederazione, non riguarda soltanto l’autotrasporto, ma l’equilibrio complessivo della filiera, con possibili ricadute sul sistema produttivo e sui consumatori. Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, sintetizza così il quadro: “In questo momento il vero rischio non è solo il fermo dell’autotrasporto, ma il blocco dell’intera logistica delle merci, con effetti diretti su tutto il sistema produttivo e sui consumatori. La riduzione di 20 centesimi delle accise è una misura regressiva che non offre benefici reali al settore dell’autotrasporto: comporta una diminuzione di pari importo del credito d’imposta su cui il comparto fa affidamento, annullando di fatto ogni vantaggio atteso”. Per Confetra, la logistica delle merci è oggi esposta a una pressione trasversale, che coinvolge anche il trasporto aereo e quello marittimo, dove l’aumento del costo dei carburanti sta alimentando ulteriori criticità operative.

Il peso dei carburanti sulla filiera

Secondo Confetra, la volatilità del prezzo del gasolio, tornato oltre la soglia dei 2 euro al litro per effetto delle tensioni in Medio Oriente, ha inciso per circa l’8% sul costo totale di esercizio delle imprese. È un livello che, nella lettura della Confederazione, mette sotto pressione la sostenibilità economica di molti operatori della logistica delle merci, soprattutto in una fase già aggravata dai rincari energetici. De Ruvo lo evidenzia in modo netto: “Un aumento che, sommato ai rincari dell’energia elettrica – sottolinea De Ruvo – mette a rischio la sostenibilità economica di tutti gli attori della logistica, incidendo in modo rilevante sulla loro capacità operativa”. La criticità, quindi, non si limita al trasporto su gomma, ma si estende all’insieme delle attività che consentono la movimentazione delle merci. Per questo Confetra considera insufficiente l’attuale intervento sulle accise e chiede misure capaci di produrre effetti immediati e verificabili sulla tenuta del comparto.

Le richieste al MIT e il nodo intermodalità

Pur valutando positivamente il recente confronto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Confetra insiste sulla necessità di intervenire subito. Le richieste riguardano, in particolare, l’invarianza del credito d’imposta sulle accise con possibilità di compensazione immediata e la rapida approvazione del decreto interministeriale per riconoscere un credito d’imposta adeguato sugli extracosti del carburante. Sul piano strutturale, Confetra indica nello sviluppo dell’intermodalità strada-rotaia uno dei passaggi necessari per alleggerire la pressione sulla logistica delle merci. Tuttavia, osserva la Confederazione, il trasporto ferroviario sconta oggi una rete appesantita dai cantieri, che ne riducono affidabilità e operatività. De Ruvo lo riassume così: “La risposta strutturale deve risiedere anche nello sviluppo dell’intermodalità strada-rotaia, ma il settore ferroviario è oggi frenato da una rete infrastrutturale congestionata dai cantieri che ne limitano affidabilità e operatività”. I lavori, aggiunge Confetra, sono necessari perché legati al potenziamento sostenuto dai fondi del PNRR, ma nell’immediato rendono spesso impraticabile l’alternativa ferroviaria. Da qui l’urgenza, per Confetra, di rimuovere i colli di bottiglia che oggi frenano l’efficienza della logistica delle merci.

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