Per Confetra i ritardi nei corridoi TEN-T, dal Brennero al Terzo Valico, possono ridurre l’efficacia degli investimenti e penalizzare porti, export e filiera logistica.
I ritardi nei corridoi TEN-T e, più in generale, nella realizzazione delle grandi infrastrutture di trasporto possono diventare un fattore di debolezza per la competitività italiana. È il nodo sollevato da Confetra, che concentra l’attenzione soprattutto sui valichi alpini e sul disallineamento tra il completamento delle opere principali e quello delle linee di accesso. Secondo la Confederazione, infatti, l’efficienza di un collegamento transfrontaliero dipende dalla piena operatività di tutte le sue componenti e dal rispetto degli standard europei lungo l’intero itinerario. Un ritardo concentrato in un solo Paese può quindi produrre conseguenze anche sugli altri Stati coinvolti, riducendo il rendimento degli investimenti già realizzati e incidendo sulla continuità dei traffici lungo la rete europea.
Brennero e Terzo Valico, il nodo degli accessi
Tra i casi indicati da Confetra c’è il Brennero. Il nuovo accesso ferroviario sul versante tedesco è previsto soltanto nel 2043, una tempistica che, secondo la Confederazione, potrebbe limitare per anni il pieno utilizzo del Tunnel di base. La questione riguarda direttamente gli scambi intraeuropei, ai quali è riconducibile oltre il 60% delle esportazioni italiane, con possibili conseguenze per industria, porti e infrastrutture logistiche nazionali. Analoga attenzione viene riservata al Terzo Valico dei Giovi, destinato a collegare Genova e i porti liguri con il sistema produttivo settentrionale e con il Corridoio Reno-Alpi. Il completamento è indicato entro il 2028, mentre l’effettiva entrata in esercizio dipenderà da collaudi e autorizzazioni. Anche in questo caso, però, la funzionalità dei corridoi TEN-T è legata al potenziamento delle tratte settentrionali, dei nodi e dei collegamenti di ultimo miglio, evitando nuove strozzature lungo assi come quello Pavia-Voghera.
Confetra chiede coordinamento europeo e cronoprogrammi verificabili
Per Confetra, i rinvii possono tradursi in maggiori costi logistici, minore affidabilità delle catene di approvvigionamento, perdita di competitività dell’export e slittamento degli investimenti privati, oltre a favorire la deviazione dei traffici verso porti e corridoi concorrenti. Il presidente Carlo De Ruvo richiama quindi la necessità di un coordinamento più stretto a livello europeo: «Le reti TEN-T sono un bene comune europeo e non possono restare ostaggio di ritardi nazionali o di programmazioni non coordinate. Realizzare una galleria senza rendere tempestivamente disponibili gli accessi significa ridurre l’utilità economica dell’intero investimento». La Confederazione indica, tra le priorità, cronoprogrammi pubblici e verificabili, continuità finanziaria per le opere complementari e un monitoraggio unitario di valichi, accessi, nodi, porti e terminali. De Ruvo sottolinea inoltre la necessità di predisporre soluzioni transitorie e valorizzare i percorsi alternativi disponibili. «La competitività logistica dell’Italia non dipende dalla somma di singole opere, ma dalla capacità di farle funzionare come una rete continua, efficiente e interoperabile».



