La volatilità del costo del carburante sta diventando un fattore strutturale di incertezza per le imprese europee della logistica e dell’autotrasporto. Il problema, secondo 360PAY, non riguarda soltanto il livello raggiunto dai prezzi, ma soprattutto la difficoltà di prevederne l’andamento e, di conseguenza, di programmare investimenti, definire contratti di lungo periodo e proteggere i margini operativi. Sul prezzo finale sostenuto dalle aziende incidono infatti variabili fiscali, normative e di mercato, alle quali si aggiungono le tensioni internazionali e le politiche legate alla transizione energetica. «In un contesto geopolitico in continuo mutamento, il settore della mobilità continua a fare i conti con una criticità strutturale: la volatilità del costo del carburante e l’assenza di strumenti normativi in grado di garantire prevedibilità e, di conseguenza, pianificazione alle imprese», afferma Marco Alberti, CEO di 360PAY. Il gruppo, attivo nei servizi per il trasporto professionale, opera in 44 Paesi, conta oltre 30.000 clienti e registra un giro d’affari superiore a 2 miliardi di euro. Per Alberti, l’incertezza può produrre conseguenze persino più rilevanti dell’aumento dei prezzi, soprattutto in una filiera composta in larga parte da piccole e medie imprese.
La richiesta di strumenti europei per la stabilità dei prezzi
360PAY propone una riflessione coordinata, a livello nazionale e comunitario, su meccanismi capaci di attenuare le oscillazioni più brusche del costo del carburante destinato all’uso professionale. L’obiettivo non sarebbe introdurre nuovi sussidi, ma definire parametri chiari, stabili e trasparenti, utili alle aziende per costruire previsioni economiche più attendibili. «La logistica e il trasporto su gomma rappresentano un’infrastruttura essenziale per il funzionamento del sistema produttivo nazionale e continentale», osserva Alberti. «Non sussidi, ma regole chiare e prevedibili che consentano alle imprese di programmare la propria attività senza essere costantemente esposte alle oscillazioni dei mercati energetici». La questione riguarda in particolare gli operatori di dimensioni ridotte, che spesso non dispongono delle competenze o delle risorse necessarie per accedere a strumenti finanziari di copertura, utilizzati per limitare temporaneamente gli effetti degli aumenti. In assenza di correttivi strutturali, le variazioni del costo del carburante possono trasferirsi sui prezzi dei servizi, ridurre la capacità d’investimento e rendere più complessa la gestione dei rapporti con la committenza.
Digitalizzazione e interventi per ridurre consumi e inefficienze
In attesa di un quadro normativo più prevedibile, le imprese stanno intervenendo attraverso digitalizzazione, ottimizzazione dei viaggi ed efficienza energetica. I sistemi di monitoraggio integrano i dati dei veicoli, delle apparecchiature di bordo e delle operazioni di rifornimento, consentendo di controllare consumi, anomalie e sprechi. A queste soluzioni si affiancano la formazione degli autisti, gli accordi con i produttori per migliorare l’efficienza dei mezzi, il maggiore ricorso all’intermodalità e l’impiego di piattaforme che riducono i chilometri percorsi a vuoto. Alcuni operatori adottano inoltre clausole contrattuali per adeguare periodicamente le tariffe all’andamento degli indicatori del costo del carburante. «Le imprese stanno facendo la loro parte e stanno investendo in tecnologia per migliorare controllo ed efficienza. Noi siamo al loro fianco», sottolinea Claudio Carrano, Founder & CEO di Golia360, società del Gruppo 360PAY. «La digitalizzazione consente già oggi di ridurre sprechi e ottimizzare i consumi, ma non può sostituire una visione politica di lungo periodo». Per 360PAY, tecnologia e pianificazione possono ridurre l’esposizione delle aziende; la definizione di condizioni strutturali più stabili resta però affidata alle istituzioni nazionali ed europee.


