Costo gasolio sotto pressione: Assotir segnala rincari rapidi e Conftrasporto avverte sui rischi per la logistica legati alla guerra in Medio Oriente
Il costo gasolio torna al centro delle preoccupazioni del settore logistico e dell’autotrasporto. In pochi giorni, secondo quanto segnalato da Assotir, i prezzi del carburante hanno registrato aumenti improvvisi in diverse aree del Paese, alimentando timori per la tenuta economica delle imprese di trasporto. L’associazione ha inviato una segnalazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini, chiedendo interventi per monitorare l’andamento del costo gasolio e contrastare eventuali fenomeni speculativi. Parallelamente, anche il sistema logistico europeo osserva con crescente attenzione gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, che stanno contribuendo alla nuova impennata del costo gasolio e dei prodotti energetici. Il settore teme che l’aumento dei prezzi possa tradursi rapidamente in un ulteriore aggravio sui bilanci delle imprese e, a cascata, sull’intera filiera produttiva.
Rincari del costo gasolio e impatto sulle imprese di autotrasporto
Secondo Assotir, il costo gasolio ha registrato variazioni molto rapide nel giro di pochi giorni. “In tre giorni abbiamo registrato aumenti fino a 30 centesimi al litro e da giovedì 5 marzo è attesa un’altra stangata da 10 centesimi”, ha dichiarato il segretario generale Claudio Donati. L’associazione segnala inoltre forti differenze territoriali: incrementi di circa 10 centesimi in Lombardia e fino a 24 centesimi in Sicilia, con le prime criticità nell’approvvigionamento segnalate in Campania e nella stessa Lombardia. Il costo gasolio rappresenta infatti una delle principali voci di spesa per le aziende del settore. Un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno e consuma un litro ogni tre chilometri; un aumento di soli 10 centesimi al litro può tradursi in oltre 3 mila euro di costi aggiuntivi annui, mentre rincari più marcati rischiano di portare il conto a circa 10 mila euro per veicolo.
Crisi geopolitica e pressione sui prezzi energetici
Alla crescita del costo gasolio contribuisce anche la situazione internazionale. Conftrasporto collega direttamente la tensione sui mercati energetici alla guerra in Medio Oriente e ai suoi effetti sulle rotte commerciali globali. «La guerra in Iran e l’escalation in Medio Oriente hanno innescato una deriva che va fermata prima di superare il punto di non ritorno. In un quadro di totale incertezza, anche il sistema logistico si avvia verso una nuova emergenza», ha dichiarato il presidente Pasquale Russo. Secondo Conftrasporto, la chiusura dello Stretto di Hormuz ha già inciso sui traffici marittimi e sui prezzi dell’energia. Dal 2 marzo il valore del petrolio è salito di circa il 17%, passando da 72 a circa 84 dollari al barile. Se le tensioni dovessero coinvolgere anche il Canale di Suez, avverte l’associazione, i tempi di navigazione aumenterebbero e il costo gasolio continuerebbe a crescere, con effetti immediati su trasporti, imprese e consumatori.



