Credito d’imposta, ANITA lancia l’allarme sulla Legge di Bilancio 2026

31 Ottobre 2025
1 min read
Riccardo Morelli, presidente di ANITA
Riccardo Morelli, presidente di ANITA, associazione delle imprese di autotrasporto merci aderente a Confindustria.

ANITA avverte: il blocco alla compensazione dei crediti d’imposta previsto nella Legge di Bilancio 2026 metterebbe in crisi l’equilibrio finanziario delle imprese di autotrasporto.

Il disegno della Legge di Bilancio 2026 contiene una norma – l’articolo 26, comma 1 – che rischia di colpire duramente il comparto dell’autotrasporto merci. ANITA, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese del settore, ha espresso forte preoccupazione per l’impatto che avrebbe il divieto di compensazione tra credito d’imposta e versamenti dovuti a INPS e INAIL. Un meccanismo, questo, largamente utilizzato dalle aziende per sostenere la propria liquidità e che, se rimosso, minerebbe la stabilità economica dell’intero comparto. L’associazione ha chiesto al Governo e al Parlamento di ritirare la proposta normativa prima che sia troppo tardi.

Un rischio concreto per la tenuta economica del settore

l punto critico evidenziato da ANITA riguarda il rimborso delle accise sul carburante, uno degli strumenti chiave di sostegno per le imprese di autotrasporto. In assenza della possibilità di compensare questo credito d’imposta con gli obblighi contributivi, molte aziende si troverebbero in grave difficoltà, costrette a sostenere versamenti in denaro contante senza poter utilizzare i crediti già maturati. “Gli effetti della norma sarebbero dirompenti”, ha dichiarato Riccardo Morelli, presidente di ANITA, che ha chiesto “di intervenire con urgenza per scongiurare questo pericolo”.

Appello alle istituzioni per un ripensamento

La richiesta dell’associazione è chiara: abrogare la disposizione prima dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026. La misura, oltre a rappresentare un freno operativo, contrasterebbe con le esigenze di liquidità di un settore già fortemente esposto all’aumento dei costi e alla concorrenza internazionale. ANITA auspica che il Parlamento valuti attentamente le ricadute economiche della norma e adotti un approccio più equilibrato, che non penalizzi uno dei settori strategici della logistica nazionale.

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