Dopo un momentaneo recupero nel 2024, il traffico ferroviario merci tra Cina e Unione Europea lungo il Northern Corridor ha ripreso a calare nel 2025, attestandosi a 310.579 TEU, il 14,1% in meno rispetto all’anno precedente. Secondo i dati forniti da European Rail Alliance, la riduzione colpisce entrambe le direzioni, ma risulta particolarmente grave da Europa verso Cina, dove si registra un ulteriore -22,7%, portando i volumi a 38.422 TEU: un minimo storico. Anche i flussi Est-Ovest sono tornati a scendere, con un calo del 17,7% per un totale di 272.157 TEU. Questo tracollo si inserisce in un quadro economico dove, paradossalmente, l’export cinese verso l’UE è cresciuto dell’8,4%, toccando i 560 miliardi di dollari. Tuttavia, eventi eccezionali come la chiusura del confine polacco con la Bielorussia nel settembre 2025 — causata dal sorvolo di droni russi — hanno paralizzato il traffico, penalizzando ulteriormente la competitività della ferrovia rispetto al trasporto via mare.
I nodi strutturali del trasporto su rotaia
La progressiva marginalizzazione del trasporto ferroviario lungo la direttrice Cina-UE trova anche radici strutturali. Se da un lato il costo del trasporto marittimo è tornato a calare dopo l’adozione di rotte alternative al Mar Rosso — diventate ormai standard —, dall’altro la domanda europea resta debole. L’import cinese dall’UE ha subito un’ulteriore contrazione dello 0,5% nel 2025, scendendo a 268,2 miliardi di dollari. I dati specifici evidenziano dinamiche regionali marcate: il traffico Cina-Polonia, pur restando dominante con il 94% delle spedizioni, è diminuito del 12,7%, mentre quello Cina-Germania è crollato del 43%. Più drammatici i numeri su altre tratte: -78% verso il Belgio, -56% verso i Paesi Bassi e -97% verso l’Ungheria. La struttura del traffico mostra cambiamenti anche nei contenuti: le spedizioni di macchinari (codici HS 84 e 85) sono scese al 25% del totale, mentre crescono segmenti come arredamento e illuminazione (+16,5%).
Uno scenario difficile anche per il 2026
Le prospettive per il trasporto ferroviario Cina-Europa nel 2026 restano incerte. Sul fronte Est-Ovest, la spinta potrebbe arrivare dall’espansione dell’e-commerce cinese e dai nuovi hub logistici europei — come quello annunciato da Shein in Polonia — che richiederebbero soluzioni intermedie tra costo e velocità, rendendo la ferrovia un’opzione plausibile. Tuttavia, la debolezza strutturale dell’economia europea, la superiorità del trasporto marittimo in termini di costi e l’imprevedibilità geopolitica (come dimostrato dalla crisi del confine polacco) rappresentano ostacoli significativi. Nel senso opposto, la situazione è ancora più critica: con 38.422 TEU nel 2025, il flusso Ovest-Est è ai minimi storici, e non si intravedono segnali di ripresa. Per China Railway Express, i margini di crescita si spostano verso l’Asia centrale, dove i volumi sono cresciuti del 27,7%, indicando un chiaro spostamento strategico verso mercati più dinamici.
(Fonte: Upply, China-EU rail freight volumes fell again in 2025)



