Rhenus Group segnala l’impatto dei nuovi dazi doganali UE sui pacchi low value diretti dall’UK ai mercati europei.
Rhenus Group segnala l’impatto dei nuovi dazi doganali UE sui pacchi low value diretti dall’UK ai mercati europei.

Dazi doganali UE, Rhenus Group richiama le imprese sui nuovi costi per i pacchi di basso valore

6 Luglio 2026
1 min read

Con i nuovi dazi doganali UE sui colli fino a 150 euro, Rhenus Group invita gli esportatori britannici a rivedere strategie di spedizione, classificazione delle merci e assetto distributivo verso i Paesi europei.

L’entrata in vigore dei nuovi dazi doganali UE per i pacchi di basso valore cambia l’assetto delle spedizioni verso i Paesi europei e introduce un nuovo elemento di costo per molte imprese del Regno Unito. Dal 1° luglio 2026, per le merci dirette nell’Unione europea con valore fino a 150 euro, si applica infatti un addebito fisso di 3 euro per codice merceologico. Il passaggio da un modello fondato sul valore della spedizione a uno basato sulla classificazione dei beni modifica la gestione doganale dei flussi e-commerce e, secondo Rhenus Group, richiede una revisione immediata dei profili di spedizione. La misura resterà operativa fino al 1° luglio 2028 e potrà essere prorogata. Si tratta di un passaggio intermedio verso una più ampia riforma doganale europea, che dovrebbe comprendere anche il superamento della soglia dei 150 euro e l’avvio del Customs Data Hub.

Impatto su costi e organizzazione

Il nuovo schema sui dazi doganali UE nasce, secondo quanto indicato da Rhenus Group, per adeguare il sistema alla crescita dell’e-commerce e per riequilibrare il trattamento delle merci importate come spedizioni individuali rispetto a quelle gestite in volumi più tradizionali. L’intervento punta anche a contrastare la sottovalutazione dei prodotti utilizzata per rientrare nelle esenzioni. L’effetto più immediato riguarda i costi per le aziende che movimentano volumi elevati di pacchi a basso valore. Rob Mulligan, UK Customs Manager Road di Rhenus Logistics, osserva: “Il provvedimento segna un cambiamento chiave nel modo in cui i pacchi di basso valore vengono trattati alla frontiera UE. Questo ha creato costi più elevati per alcune imprese”. Nello stesso passaggio aggiunge che “il passaggio da un modello basato sul valore a un dazio fisso per pacco sta incidendo direttamente sulla struttura dei costi di molti esportatori britannici”. Rhenus Group segnala inoltre che gli oneri doganali si applicano anche quando le imprese utilizzano il regime Import One-Stop Shop.

Le misure richieste alle imprese

Per limitare l’impatto dei dazi doganali UE, Rhenus Group indica una serie di verifiche operative. Le aziende sono chiamate a riesaminare volumi di spedizione, profilo dei pacchi, peso delle merci e mercati di destinazione; a partire da questi dati, devono valutare gli effetti sulla supply chain europea, verificare la corretta classificazione dei prodotti e stabilire come assorbire il nuovo costo. Un ulteriore passaggio riguarda l’adattamento delle strategie di fulfilment e distribuzione nell’Unione europea. Mulligan sintetizza così l’urgenza del quadro: “Le imprese devono agire ora per rivedere i propri profili di spedizione e comprendere il potenziale impatto finanziario”. In questo contesto, i dazi doganali UE non rappresentano solo un nuovo onere amministrativo, ma un fattore destinato a incidere su prezzi, organizzazione logistica e competitività delle vendite transfrontaliere.

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