Sul decreto carburanti ANITA valuta positivamente l’intervento del Governo per l’autotrasporto, ma chiede miglioramenti su rimborso accise e aiuti di Stato per rendere davvero efficaci le misure
Il decreto carburanti incassa il via libera di ANITA, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese dell’autotrasporto merci e della logistica, ma con una richiesta precisa: rafforzare il provvedimento con alcuni miglioramenti che ne aumentino l’impatto reale sulle aziende del settore. Nel pieno della pressione determinata dal rincaro dei carburanti, l’associazione giudica condivisibile la scelta del Governo di intervenire per contenere l’emergenza, sia attraverso la riduzione temporanea delle accise sia con misure fiscali pensate per compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese. A indicarlo è il presidente di ANITA, Riccardo Morelli, che definisce positivamente l’impianto del decreto. “La riduzione temporanea delle accise e le misure fiscali di compensazione dei maggiori costi per il settore dell’autotrasporto, che sta subendo impatti rilevanti dal rincaro dei prezzi sui carburanti, sono condivisibili”, dichiara Morelli. Per ANITA, dunque, il decreto carburanti rappresenta un primo passaggio utile, ma non ancora sufficiente a garantire una risposta pienamente adeguata alle esigenze delle imprese dell’autotrasporto.
Rimborso accise e neutralità fiscale
Nel merito, ANITA individua un primo nodo da sciogliere nella sterilizzazione del meccanismo del rimborso accise, considerato necessario per evitare effetti distorsivi sull’attuale credito d’imposta. Secondo l’associazione, il rischio è che il decreto carburanti, così come formulato, finisca per penalizzare proprio quelle aziende che hanno investito in mezzi meno inquinanti e che già oggi beneficiano di un’agevolazione fiscale collegata a una minore accisa prevista per l’autotrasporto. È qui che si concentra una parte rilevante della richiesta avanzata da ANITA: evitare che il nuovo assetto riduca il vantaggio fiscale già riconosciuto a chi opera con veicoli più efficienti sul piano ambientale. L’obiettivo, in sostanza, è mantenere coerente il quadro degli incentivi e impedire che una misura emergenziale produca conseguenze sfavorevoli per una quota delle imprese. In questa chiave, il decreto carburanti viene considerato utile, ma bisognoso di miglioramenti tecnici capaci di preservarne l’equilibrio complessivo.
Il nodo europeo sugli aiuti di Stato
Il secondo punto sollevato da ANITA riguarda invece il quadro europeo, ritenuto decisivo per superare gli attuali limiti sugli aiuti di Stato. L’associazione osserva che, senza un intervento su questo fronte, il credito d’imposta previsto per compensare le variazioni del costo del gasolio nel trimestre marzo-aprile-maggio potrebbe avere un’efficacia molto ridotta. “Senza il superamento del regime de minimis – spiega il Presidente ANITA – la disposizione del credito di imposta introdotta per compensare le variazioni di costo del gasolio registrate nel trimestre marzo-aprile-maggio potrebbe rivelarsi inefficace per la gran parte delle imprese”. Nella stessa dichiarazione, Morelli ribadisce anche la disponibilità dell’associazione a collaborare sul piano operativo: “Nel riconoscere l’impegno del Governo per attenuare il caro gasolio, ANITA conferma la propria disponibilità a contribuire con proposte operative per migliorare le norme attualmente previste e rendere pienamente efficaci le misure per le imprese del trasporto e della logistica”. Il messaggio di ANITA, sul decreto carburanti, resta quindi netto: giudizio favorevole sull’impianto, ma necessità di miglioramenti per tradurre il provvedimento in un sostegno davvero efficace per autotrasporto e logistica.



