Claudio Donati, segretario generale di Assotir, commenta il decreto carburanti e le misure per l’autotrasporto.
Claudio Donati, segretario generale di Assotir, commenta il decreto carburanti e le misure per l’autotrasporto.

Decreto carburanti, Assotir: misura positiva ma incompleta per l’autotrasporto

19 Marzo 2026
2 mins read

Per Assotir il decreto carburanti offre un primo sostegno all’autotrasporto, ma resta decisivo il decreto attuativo sul credito d’imposta per i mezzi Euro V ed Euro VI

Il decreto carburanti rappresenta, per Assotir, un segnale favorevole per il comparto dell’autotrasporto, ma non ancora sufficiente a dare risposte complete a un settore che continua a fare i conti con costi elevati e margini ridotti. L’associazione valuta in modo positivo il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri, sottolineando però che l’efficacia complessiva della misura potrà essere compresa solo dopo l’adozione del decreto interministeriale chiamato a definire il credito d’imposta per i tir Euro V ed Euro VI. È su questo passaggio che, secondo l’organizzazione, si gioca una parte decisiva dell’intervento. Claudio Donati, segretario generale di Assotir, osserva che “è un tassello fondamentale dell’intervento”, aggiungendo che occorre anche “evitare errori commessi in passato”. Il riferimento è alla necessità di tempi rapidi e di regole chiare, per evitare che il sostegno economico arrivi troppo tardi rispetto alla fase di difficoltà vissuta dalle imprese del trasporto merci su strada.

Il taglio delle accise e i limiti della misura

Nel merito, il decreto carburanti prevede un taglio di 20 centesimi sulle accise, un intervento di carattere generale che, secondo Assotir, produce un effetto positivo su una parte significativa del trasporto professionale. L’associazione indica in oltre 650 mila gli autoveicoli che potranno beneficiare della misura fino al 7 aprile. Si tratta, quindi, di un alleggerimento immediato del costo del carburante, che viene accolto favorevolmente anche per il suo carattere straordinario e temporaneo. Tuttavia, proprio la durata limitata del provvedimento viene indicata come uno dei punti critici. Donati rileva infatti che la natura circoscritta dell’intervento non consente di costruire certezze per le aziende, in una fase in cui il settore avrebbe bisogno di strumenti più stabili e meglio definiti. Assotir non contesta l’impostazione emergenziale della misura, ma segnala che un sostegno troppo breve rischia di avere un effetto solo parziale, soprattutto in un mercato dove i costi operativi restano esposti a forti oscillazioni. In questa chiave, il decreto carburanti viene letto come un primo passo, utile ma non ancora risolutivo per l’autotrasporto.

Il nodo del credito d’imposta per i mezzi pesanti

La questione più rilevante, per Assotir, riguarda però le imprese che dispongono di veicoli oltre le 7,5 tonnellate con motorizzazioni Euro V ed Euro VI. Questo segmento, che secondo l’associazione conta circa 350 mila mezzi, già beneficia di un credito d’imposta pari a 22 centesimi e, proprio per questo, non ricava vantaggi diretti dal taglio delle accise previsto dal decreto carburanti. Per compensare questa esclusione, il governo ha annunciato un intervento specifico sotto forma di credito d’imposta, ma le modalità operative dovranno essere definite con un decreto interministeriale da emanare entro il 17 aprile. Al momento, sottolinea Assotir, non vi sono indicazioni certe sull’entità del beneficio, salvo uno stanziamento di 100 milioni di euro, considerato contenuto se confrontato con i 500 milioni previsti dal decreto Ucraina del 2022. Donati spiega che “restiamo in attesa di questo tassello fondamentale, senza il quale è impossibile dire se il decreto contenga interventi realmente efficaci” e avverte che misure capaci di produrre effetti solo dopo diversi mesi rischierebbero di non cogliere la profondità della crisi del settore. Per l’associazione, dunque, la valutazione finale sul decreto carburanti dipenderà dalla tempestività e dalla consistenza del prossimo passaggio attuativo.

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