In audizione al Senato, FlixBus sollecita interventi per il trasporto passeggeri su gomma e una revisione del DL carburanti che tenga conto anche degli operatori impegnati sulla sostenibilità
Il tema del trasporto passeggeri torna al centro del confronto sul DL carburanti dopo l’audizione che si è tenuta al Senato martedì 7 aprile. In quella sede, FlixBus ha ribadito la necessità di prevedere misure specifiche anche per il settore del trasporto persone su gomma, oggi escluso dal perimetro del decreto, che invece riconosce un contributo sotto forma di credito d’imposta al trasporto merci. A intervenire è stato Cesare Neglia, Managing Director di FlixBus Italia, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico del trasporto passeggeri soprattutto in una fase segnata dall’aumento dei costi e dalla necessità di offrire alternative concrete all’auto privata. La richiesta, in sostanza, è quella di un riequilibrio nelle politiche pubbliche, perché una parte rilevante della mobilità nazionale continua a poggiare sugli autobus, in particolare nelle aree meno servite dal sistema ferroviario. Secondo FlixBus, la tenuta del trasporto passeggeri non riguarda solo gli operatori, ma anche i cittadini che si spostano ogni giorno per studio, lavoro o esigenze personali.
Il nodo degli aiuti e della continuità del servizio
Nel corso dell’audizione, Neglia ha sintetizzato la posizione dell’azienda con parole nette: “Le persone non contano meno delle merci; perciò, ci sembra legittimo auspicare dalle istituzioni una parità di trattamento, con misure analoghe a quelle previste per il trasporto merci”. Nello stesso passaggio ha aggiunto che “Chi vive in aree poco collegate dal treno — in Italia, milioni di abitanti — deve poter contare sull’autobus, ma a fronte dei rincari gli operatori del settore devono poter contare a loro volta sul supporto della politica per garantire la piena operatività del servizio”. Il punto, per FlixBus, è dunque la continuità del trasporto passeggeri in una fase in cui il caro carburante rischia di comprimere i margini degli operatori e, di riflesso, la capillarità dell’offerta. La rete italiana del gruppo conta oggi oltre 10.000 collegamenti giornalieri fra 350 città e il 40% delle fermate si trova in centri con meno di 20.000 abitanti, spesso privi di collegamenti ferroviari. In questo quadro, il trasporto passeggeri viene presentato come un’infrastruttura di accessibilità territoriale, essenziale per non lasciare scoperte le aree lontane dai grandi nodi urbani.
Sostenibilità e rischio di distorsioni nel mercato
Accanto al tema degli aiuti, FlixBus ha riportato l’attenzione anche sul capitolo della sostenibilità. Secondo l’azienda, il decreto riduce temporaneamente le accise su benzina e gasolio, ma non interviene sulle agevolazioni per il gasolio commerciale destinate a chi utilizza veicoli Euro V e VI, cioè i mezzi più efficienti sotto il profilo ambientale. Anche su questo fronte Neglia ha espresso una posizione precisa: “Anche nella nuova formulazione, il Decreto penalizza chi investe in sostenibilità. Chi impiega mezzi più efficienti — come FlixBus, con flotta Euro VI — non ottiene benefici aggiuntivi, mentre chi non godeva di agevolazioni ne trae pieno vantaggio”. Da qui il timore che il quadro normativo possa alterare la concorrenza e scoraggiare investimenti ulteriori. “Così, si rischia di distorcere il mercato e disincentivare gli operatori dal fare scelte più responsabili”, ha osservato ancora Neglia. Per FlixBus, quindi, il trasporto passeggeri dovrebbe essere considerato non soltanto nella logica dell’emergenza prezzi, ma anche come settore da accompagnare con criteri che premino efficienza, accessibilità e minore impatto ambientale.



