Il gruppo Kuehne+Nagel annuncia la morte a 89 anni di Klaus-Michael Kühne, figura centrale della logistica globale e della trasformazione dell’azienda di famiglia in un operatore internazionale.
Klaus-Michael Kühne, per decenni uno dei protagonisti della logistica globale, è morto nella notte tra il 23 e il 24 agosto a Schindellegi, in Svizzera, all’età di 89 anni. La scomparsa dell’imprenditore è stata confermata da Kuehne+Nagel International AG e successivamente rilanciata dalle principali fonti economiche e dalle agenzie di area svizzera e tedesca. Kühne era entrato nell’impresa di famiglia nel 1958 e aveva assunto rapidamente incarichi di vertice: nel 1966 divenne presidente del consiglio di gestione della Kuehne+Nagel Speditions-Aktiengesellschaft, mentre dal 1975 guidò Kuehne+Nagel International AG come chief executive officer. Tra il 1992 e il 2011 ricoprì la presidenza del consiglio di amministrazione, per poi assumere il ruolo di presidente onorario. Il presidente del board, Joerg Wolle, lo ha ricordato con queste parole: «Con la scomparsa di Klaus-Michael abbiamo perso un visionario, un grande imprenditore e una personalità straordinaria. I nostri pensieri sono rivolti a sua moglie Christine Kühne. Il Consiglio di amministrazione e l’intera azienda onoreranno la memoria di Klaus-Michael Kühne con il massimo rispetto e gratitudine». La traduzione mantiene fedelmente il contenuto del testo originale diffuso dall’azienda.
Dall’azienda di famiglia alla logistica globale
La traiettoria professionale di Kühne si è intrecciata con l’espansione internazionale di Kuehne+Nagel e con una fase di profonda trasformazione della logistica globale. Sotto la sua guida, l’impresa, nata a Brema alla fine dell’Ottocento e fondata anche dal nonno August Kühne, ampliò progressivamente il proprio raggio d’azione fino a diventare uno dei maggiori operatori mondiali nel trasporto e nella gestione delle supply chain. Fonti tedesche ricordano come Kühne abbia accompagnato il passaggio da un’attività prevalentemente europea a una struttura internazionale, con una presenza sempre più estesa nei trasporti aerei e marittimi. La sede del gruppo fu trasferita in Svizzera negli anni Settanta e, nel corso dei decenni successivi, Schindellegi divenne il centro di una rete che oggi conta circa 88.000 dipendenti e oltre 1.300 sedi in quasi 100 Paesi. Kuehne+Nagel serve circa 400.000 clienti e opera, oltre che nell’Air e Sea Logistics, anche nei comparti Road e Contract Logistics. La lunga permanenza di Kühne ai vertici ha coinciso quindi con la costruzione di un modello logistico sempre più integrato, sostenuto dall’internazionalizzazione dei flussi commerciali, dall’intermodalità e, negli anni più recenti, dall’impiego crescente di dati e sistemi digitali nella gestione delle catene di fornitura.
Il ruolo di Kühne nello sviluppo delle supply chain
Il peso di Klaus-Michael Kühne nella logistica globale è legato soprattutto alla continuità con cui ha seguito l’evoluzione del settore, dalle spedizioni tradizionali alla gestione integrata delle supply chain internazionali. Kuehne+Nagel gli attribuisce un ruolo pionieristico nella modernizzazione della logistica e nello sviluppo delle attuali reti mondiali di approvvigionamento. Il CEO Stefan Paul ha sottolineato questo aspetto ricordando che «La notizia della scomparsa di Klaus-Michael Kühne ci ha profondamente rattristati. Klaus-Michael Kühne ha incarnato la logistica e il commercio globale come nessun altro. A nome del Management Board e dei dipendenti di Kuehne+Nagel, esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia». Nel corso della sua attività Kühne ha inoltre esteso i propri interessi oltre il gruppo logistico, attraverso partecipazioni in società come Lufthansa, Hapag-Lloyd, Brenntag e Flix; secondo fonti tedesche e svizzere, queste quote erano detenute tramite la struttura di investimento collegata alla sua holding. La sua figura resta però soprattutto associata a Kuehne+Nagel e alla crescita di un operatore che, nel corso di più generazioni, ha accompagnato l’aumento degli scambi internazionali e la crescente complessità della logistica globale.


