Edoardo Gamberini, Maxus: siamo l’MG dei veicoli commerciali

Intervista ad Edoardo Gamberini, responsabile Maxus per l’Italia

La decisione era nell’aria da tempo ma è stata appena ufficializzata: il gruppo SAIC Motor riprende per mano il suo brand Maxus, scegliendo di importare e distribuire attraverso la filiale diretta SAIC Motor Italy la gamma di commerciali. SAIC è il più grande gruppo automobilistico cinese e tra i primi dieci al mondo: presente in Italia già da cinque anni nei quali ha saputo ritagliare ampie quote di mercato (oltre il 3 per cento nel 2025) per il brand MG, lo storico marchio di origini inglesi dal 2007 a portafoglio, certo non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di rilanciare un brand, Maxus appunto, che dal 2014 al 2024 ha superato i 2 milioni di veicoli venduti, e che oggi è presente in oltre 100 Paesi del mondo. Per l’Italia, tra l’altro primo paese europeo in cui il gruppo SAIC Motor entra direttamente, la responsabilità del business è stata affidata ad Edoardo Gamberini, che abbiamo raggiunto per farci raccontare la strategia che seguirà per consolidare e incrementare una storia di successo. 

Edoardo Gamberini, quali sono le circostanze che hanno visto SAIC decidere di impegnarsi direttamente nella commercializzazione del brand Maxus in Italia?

Alla base della scelta di rilancio con presenza diretta di casa madre c’è sicuramente il successo che MG ha avuto finora nel nostro Paese e la credibilità di SAIC Motor Italy. Oggi i vantaggi di operare con una national sales company risiedono certamente nella possibilità di avere un canale diretto con il quartier generale, e quindi con la produzione e la strategia di medio e lungo periodo. La nostra base è quella solida costruita negli ultimi anni dal team che ha portato il marchio MG a ritagliarsi il suo posto al sole nel panorama automotive italiano: certamente la squadra Maxus avrà competenze specifiche e verticali, essendo ben consapevoli del fatto che si tratta di un business solo in parte affine, ma per lo più molto diverso rispetto a quello delle auto.

Come sarà strutturata la rete di vendita e, soprattutto, di post-vendita?

In Italia possiamo già contare sulla rete dei concessionari che ha accompagnato MG fin dal primo giorno: un network affidabile, robusto, solido, competente, e da qui partiamo per arricchirlo con partner esperti nel mondo dei veicoli commerciali. Fondamentale per noi è il mondo dell’assistenza, perché la nostra priorità è garantire a chi lavora un livello di post vendita allineato a quello che assicuriamo con MG. Oltre naturalmente al fatto che dobbiamo preoccuparci di incontrare le esigenze dei clienti che già hanno scelto Maxus negli anni scorsi. Oggi schieriamo 20 concessionari, con l’obiettivo di raddoppiarne il numero entro la fine dell’anno. Sono in gran parte concessionari MG, ma anche partner che hanno partecipato alla precedente fase di Maxus: ogni zona, ogni area ha le sue specificità, ogni concessionario ha il suo business, e noi andremo certamente a studiare e a prevedere i volumi che potremo esprimere quest’anno per garantire a tutti uno sviluppo sostenibile. Al centro della nostra attenzione c’è anche la gestione dei ricambi, che trova spazio nel magazzino di Tortona, in provincia di Alessandria: in diciotto mesi ha raggiunto lo straordinario livello del 93% di fill rate.

Edoardo Gamberini – La bio

Nato a Novara nel 1978, laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino, con un excursus in discipline economiche all’Università di Louvain-la-Neuve in Belgio, Edoardo Gamberini ha iniziato la sua carriera nell’automotive in Fiat Group, allo sviluppo del prodotto. “Ho lavorato per due anni in Est Europa come direttore marketing per il gruppo. Dalla primavera del 2021, e quindi dall’inizio, ho abbracciato l’avventura di SAIC: all’interno della filiale italiana ho ricoperto il ruolo di direttore marketing per MG e servizi finanziari, seguendo lo sviluppo della collaborazione con Santander. Da qualche mese impegnato nel progetto Maxus a cui sono ora interamente dedicato”. Sposato, papà di Gregorio, 10 anni, e Martino, 6, il manager passa il suo tempo libero in famiglia, concedendosi ogni tanto un’uscita in bici o una partita a tennis con gli amici.

Parliamo di prodotto: quasi non avete ancora iniziato e già avete due nuove frecce al vostro arco. 

È vero, partiamo con due grandissime novità nella nostra line-up diesel: oltre al large van Deliver 9, il nostro best seller – declinato sia in variante van che chassis -, introduciamo un mid van, il Deliver 7, e il pick-up T60 MAX 4X4 spinto da un 2.0 biturbo. Resta naturalmente viva, a testimonianza del footprint tecnologico di SAIC, la gamma full electric con eDeliver 7, eDeliver 9 e i furgoni di dimensioni compatte eDeliver 5 ed eDeliver 3. Entro un anno arriverà poi uno small van full hybrid. Tutta la gamma ha classificazioni NCAP di primissimo livello e a conferma della fiducia nel nostro prodotto offriamo 5 anni di garanzia standard, con la possibilità di estendere la copertura fino ad 8 anni o 200 mila chilometri. 

Quale sarà invece la vostra strategia dal punto di vista degli allestimenti?

Maxus ha in essere un’importante partnership con Olmedo, ma siamo pronti a dialogare con i grandi player del mercato, sia direttamente sia in triangolazione con la nostra rete partner.

Maxus fin qui ha già avuto dei buoni riscontri sul nostro mercato: quali sono state le motivazioni del suo successo e come voi proseguirete o forse cambierete qualcosa di quello che è stato fatto finora? 

Parlando con molti operatori del settore, sia clienti che concessionari, il minimo comune denominatore espresso da tutti è stata la considerazione che i veicoli “vanno bene”: alta qualità, basso TCO, elevato uptime. Non male per un marchio che si è affacciato sul mercato solo recentemente, e tra l’altro in un mercato decisamente chiuso. Il nostro compito è di fare meglio, quindi ripartire e migliorare ogni singolo elemento dell’equazione: che significa per noi allargare la gamma, ampliare l’offerta di servizi, rendendo l’una e l’altra ancora più competitive, e in definitiva far sì che il nostro operato, e il rapporto con i clienti, sia il più possibile veloce, leggero, snello, immediato. Sarà fondamentale per centrare questo obiettivo scegliere i partner giusti sul territorio.

Il mercato 2025 ha chiuso per i veicoli commerciali in contrazione: quali sono le urgenze secondo lei da affrontare politicamente per invertire la tendenza? 

Il mercato dei veicoli commerciali sta affrontando un momento fiacco, e anche il mese di gennaio lo ha confermato nei numeri. Che cosa servirebbe? Parto da un valore che quando ho cominciato ad operare in questo settore mi ha stupito molto, e cioè la percentuale molto alta di mezzi anziani che affolla il parco circolante. Sono convinto che prima di una politica focalizzata sul puro elettrico servirebbero misure che incentivassero il rinnovo della flotta in maniera trasversale. Mi sembra più urgente e prioritario di un discorso specifico sulla singola alimentazione. Consapevole certamente che ci sono regolamentazioni e scadenze di cui tutti noi come costruttori dobbiamo tenere conto. Ma se l’obiettivo è migliorare l’impatto ambientale del trasporto, com’è giusto che sia, è importante prevedere agevolazioni per la filiera affinché vengano sostituiti i mezzi più anziani. Poi possiamo pensare ad affondare sulle singole alimentazioni.

Se dovesse definire in tre parole lo spirito di Maxus e come il suo brand intende differenziarsi dai competitor, anche connazionali, quali utilizzerebbe?

Intanto mi viene da dire che Maxus è l’MG dei veicoli commerciali: apparteniamo ad un gruppo di lavoro che in Italia in cinque anni ha costruito tanto. In più la nostra casa madre è tra i primi costruttori al mondo: questo è quello che ci differenzia, la parola solidità, in termini di velocità produttiva e capacità di ascoltare il mercato

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