Il recupero del carburante adulterato coinvolge Eni e i Vigili del Fuoco della Lombardia: già rilavorati 30 mila litri, con nuove partite in arrivo nello stabilimento di Sannazzaro de’ Burgondi.
Il recupero del carburante adulterato entra nella filiera pubblica attraverso un accordo tra Eni e il Ministero dell’Interno che, nei giorni scorsi, ha permesso di rilavorare e restituire all’uso 30 mila litri di prodotti petroliferi di provenienza illecita. L’intervento riguarda benzina e gasolio sequestrati perché irregolari o fuori specifica, poi inviati alla raffineria di Eni Industrial Evolution di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia, per essere riportati agli standard previsti dalla legge e destinati successivamente agli automezzi dei Vigili del Fuoco della Lombardia. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio: ogni anno, in Italia, forze dell’ordine e Agenzia delle Dogane intercettano quantità rilevanti di carburanti alterati, spesso ottenuti con l’aggiunta di oli minerali soggetti a tassazione ridotta, coloranti illeciti o altre sostanze impiegate per aggirare il sistema delle accise.
Una filiera di recupero per i prodotti sequestrati
Il nodo centrale riguarda l’utilizzo del carburante adulterato sequestrato. Quando il prodotto presenta caratteristiche non conformi, infatti, non può essere impiegato direttamente e richiede un passaggio industriale capace di riportarlo entro le specifiche tecniche e di sicurezza. Una norma del 2015 prevede che l’autorità giudiziaria possa affidare in custodia giudiziale alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco i prodotti energetici idonei alla carburazione e alla lubrificazione sottoposti a sequestro penale, così da destinarli ai rispettivi mezzi di servizio. L’intesa che coinvolge la Direzione Lombardia dei Vigili del Fuoco e il sito Eni di Sannazzaro traduce questa possibilità in una procedura operativa concreta: il carburante adulterato viene preso in carico, sottoposto a lavorazione e quindi reso nuovamente utilizzabile per i veicoli impiegati nelle attività di soccorso.
Impatto economico, ambientale e operativo
L’operazione produce effetti su più livelli. Da un lato, rafforza il contrasto alle frodi nel settore dei carburanti, una delle aree più rilevanti dell’evasione fiscale nel comparto energetico; dall’altro, consente di trasformare prodotti altrimenti inutilizzabili in una risorsa destinata al servizio pubblico. Per i Vigili del Fuoco della Lombardia, il carburante adulterato una volta rilavorato diventa una disponibilità utile per il parco mezzi, con costi inferiori rispetto ai prezzi di mercato, poiché l’onere economico resta limitato alla sola rilavorazione. Si riducono inoltre le spese e i rischi legati allo stoccaggio prolungato dei prodotti sequestrati, così come i possibili costi di smaltimento. Secondo la stima indicata per il 2026, dai quantitativi già assegnati al Corpo regionale potranno essere recuperati complessivamente 200 mila litri di carburante, ampliando la portata di un modello che combina legalità, efficienza industriale e riuso delle risorse.


