L’adozione dell’EU Talent Pool apre un nuovo canale per il reclutamento extra UE, ma per affrontare la carenza autisti, osserva IRU, restano decisive norme armonizzate e iter più snelli.
L’adozione formale dell’EU Talent Pool da parte dell’Unione europea apre un nuovo canale per affrontare la carenza autisti che colpisce il trasporto stradale. Secondo IRU, la piattaforma rappresenta un passo nella direzione indicata da tempo dal settore, soprattutto perché tra le professioni riconosciute come carenti figurano anche autisti professionali e meccanici. Il comparto, del resto, continua a registrare una pressione crescente: in tutta l’UE mancano circa 500.000 conducenti professionali e il divario è destinato ad ampliarsi nei prossimi anni, complice l’invecchiamento della forza lavoro e il limitato ingresso di giovani. In questo quadro, l’accesso a lavoratori provenienti da Paesi terzi viene indicato come una parte necessaria della risposta, accanto agli interventi per rendere più attrattiva la professione.
Una piattaforma comune per il reclutamento
Il nuovo strumento europeo è pensato per mettere in contatto i datori di lavoro con candidati extra UE nei settori interessati da carenze occupazionali. La piattaforma funzionerà su base centralizzata, mentre gli Stati membri che aderiranno dovranno istituire punti di contatto nazionali incaricati di pubblicare offerte di lavoro e fornire informazioni su condizioni di assunzione, procedure migratorie e diritti dei lavoratori. L’accesso sarà gratuito sia per le imprese sia per i candidati, un aspetto che potrebbe renderlo particolarmente utile anche per le piccole e medie imprese del trasporto. Per IRU, tuttavia, il solo meccanismo di incontro tra domanda e offerta non basta a risolvere la carenza autisti. La direttrice UE dell’associazione. La direttrice UE di IRU, Raluca Marian, ha dichiarato: “L’inclusione di autisti professionali e meccanici nell’EU Talent Pool è un passo avanti importante”.
I limiti evidenziati da IRU
Resta un nodo decisivo: la partecipazione al sistema sarà volontaria per gli Stati membri e l’iscrizione o l’abbinamento sulla piattaforma non garantiranno automaticamente il rilascio di permessi di lavoro o di soggiorno, che continueranno a dipendere dalle procedure nazionali. È proprio su questo punto che IRU sollecita misure aggiuntive. Secondo l’organizzazione, la frammentazione delle regole sui permessi e sul riconoscimento delle qualifiche rallenta i processi di assunzione e riduce la prevedibilità per gli operatori. Per rendere davvero efficace l’EU Talent Pool contro la carenza autisti, servirebbero quindi procedure più rapide, un approccio europeo coerente sul riconoscimento di patenti e certificati di qualificazione professionale e percorsi di accesso alla professione più chiari. IRU ha annunciato che continuerà a lavorare con istituzioni europee e partner industriali per sostenere soluzioni operative mirate al settore.


