Ecosistema integrato: il progetto del Meroni di Lissone immagina una città-organismo dove energia, dati, natura e mobilità convivono in equilibrio.
Ecosistema integrato: il progetto del Meroni di Lissone immagina una città-organismo dove energia, dati, natura e mobilità convivono in equilibrio.

Ewiva, elaborati vincitori 2026: la mobilità elettrica nei progetti degli studenti

10 Giugno 2026
2 mins read

Nei lavori premiati da Ewiva, la mobilità elettrica si intreccia con città integrate, sostenibilità ambientale e accessibilità, attraverso tre visioni sviluppate da istituti di Lissone, Fano e Castellammare di Stabia.

La mobilità elettrica attraversa, con accenti diversi ma coerenti, i tre elaborati vincitori 2026 presentati da Ewiva, tutti costruiti attorno al rapporto tra energia, spazio urbano e qualità della vita. Il lavoro dell’I.I.S. G. Meroni di Lissone, realizzato dalla classe 5^tgc2 e intitolato Un ecosistema Integrato, immagina una città organizzata come un organismo vivente: al centro c’è un “Albero Maestro”, struttura bioluminescente le cui radici distribuiscono energia e dati come un sistema nervoso urbano. In questa visione, trasporti ed edifici sono alimentati senza infrastrutture visibili, mentre abitazioni, ricerca e natura convivono in spazi modulari. L’idea mette al centro l’integrazione tra tecnologia e ambiente, con un equilibrio che punta a rendere la mobilità elettrica parte di un sistema più ampio, armonico e sostenibile. Ewiva raccoglie così tre letture differenti dello stesso tema, accomunate dall’attenzione al futuro delle città e ai modi in cui l’energia può diventare un elemento ordinario, diffuso, accessibile.

Una strada diversa tra sostenibilità e scelte quotidiane

Nel progetto dell’I.I.S. Polo 3 di Fano (foto sopra), firmato dalla classe 4^P Archimede e intitolato Un’altra strada è possibile, la mobilità elettrica viene richiamata come parte di un cambiamento più ampio, legato a una diversa idea di sviluppo. Il messaggio dell’opera si concentra su due frasi: “UN’ALTRA STRADA È POSSIBILE” e “SOSTENIBILE È MEGLIO”. Il riferimento alla “strada” non riguarda soltanto la dimensione fisica della mobilità, ma anche un insieme di scelte consapevoli che mettono al centro la biosfera e la qualità della vita. Il lavoro insiste sul valore dell’opportunità, più che su quello dell’emergenza, e propone una lettura del domani fondata su responsabilità individuale e visione collettiva. In questo quadro, la mobilità elettrica diventa una componente di una trasformazione culturale prima ancora che tecnica, inserita in un orizzonte in cui sostenibilità e benessere procedono nella stessa direzione. Anche in questo caso, Ewiva si colloca come riferimento del tema, facendo emergere la capacità degli studenti di tradurre concetti complessi in immagini e messaggi sintetici.

Energia, accessibilità e infrastrutture nel lavoro di Castellammare

Più esplicito il richiamo alla mobilità elettrica nel progetto dell’I.I.S. Enzo Ferrari di Castellammare di Stabia (foto sopra), elaborato dalla classe 2^A e intitolato Luce sul domani, il risveglio di un mondo sostenibile. L’immagine iniziale è quella di un bambino che accende una lampada nel buio: da quel gesto prende forma uno scenario in cui la tecnologia “non sovrasta la natura, ma la protegge e la valorizza”. Dentro questa visione compaiono pale eoliche, pannelli fotovoltaici, verde urbano e una mobilità elettrica pensata come esperienza accessibile e rilassante. Un passaggio centrale riguarda le stazioni di ricarica, descritte come elementi integrati nel paesaggio, efficienti e capaci di fornire energia rapidamente senza fermare il movimento. Il progetto aggiunge inoltre punti di ricarica per carrozzine elettriche, collegando il tema dell’energia a quello dell’inclusione. I due ragazzi che osservano la scena, secondo la descrizione, rappresentano una generazione che immagina il futuro e prova anche a costruirlo. In questo insieme di proposte, Ewiva valorizza un dato preciso: la mobilità elettrica, per gli studenti, non coincide soltanto con l’innovazione tecnologica, ma con un’idea più estesa di spazio condiviso e fruibile.

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