Rete ufficiale dei concessionari auto, fiscalità e distribuzione: il settore chiede una distinzione più precisa rispetto agli operatori minori.
Rete ufficiale dei concessionari auto, fiscalità e distribuzione: il settore chiede una distinzione più precisa rispetto agli operatori minori.

Concessionari auto, Federauto: gli ISA non riguardano la rete ufficiale

29 Maggio 2026
1 min read

Per Federauto i concessionari auto restano fuori dagli ISA per effetto della soglia di ricavi: l’associazione chiede una distinzione più netta rispetto ai piccoli operatori del settore.

I concessionari auto della rete ufficiale non rientrano nell’ambito di applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale. È la posizione espressa da Federauto, che interviene sul tema del rischio evasione fiscale per chiarire come gli ISA si applichino solo ai contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 5.164.569 euro. Secondo l’associazione, i concessionari di autoveicoli operano normalmente oltre questa soglia, anche per la struttura del mercato, dove l’elevato valore unitario dei mezzi porta pure attività di dimensioni medie a superare il limite con poche decine di veicoli venduti nell’arco dell’anno. Da qui la conclusione indicata da Federauto: i soggetti che oltrepassano quel tetto sono esclusi automaticamente dagli ISA e non possono essere ricondotti a questo tipo di valutazione fiscale. L’associazione contesta quindi che i concessionari auto vengano accostati, anche in forma generica, a categorie considerate esposte a fenomeni evasivi.

La distinzione tra concessionari auto e operatori minori

Per Federauto, il riferimento ai concessionari auto in relazione al rischio evasione genera un equivoco, perché finisce per sovrapporre realtà diverse. L’associazione sostiene che il richiamo riguardi in realtà rivenditori e intermediari di piccole dimensioni, distinti dalla rete ufficiale per struttura, organizzazione e volumi di attività. La differenza, nella lettura di Federauto, è sostanziale anche sul piano operativo: la concessionaria strutturata lavora con contratti di concessione stipulati con le case costruttrici, adotta contabilità analitica, si avvale di revisori, impiega personale dipendente e rispetta standard di compliance definiti dal costruttore. Per questo l’associazione giudica errata l’equiparazione tra queste realtà e i soggetti minori del comparto, e chiede una distinzione più precisa per evitare generalizzazioni che incidono sull’immagine del settore.

Il profilo fiscale del settore e il nodo ATECO

Federauto richiama inoltre il peso fiscale e organizzativo della rete ufficiale dei concessionari auto. Secondo l’associazione, il settore versa l’IVA su ogni transazione, traccia ogni passaggio di proprietà, contribuisce al versamento degli oneri legati a centinaia di migliaia di addetti e opera in un quadro di piena visibilità fiscale. A questo si aggiunge, sempre secondo i dati indicati da Federauto, un apporto di circa 500 milioni di euro l’anno alle casse pubbliche, a fronte di 4 miliardi di investimenti. L’associazione osserva infine che il problema nasce anche da una non corretta differenziazione nei codici ATECO tra categorie di operatori profondamente diverse. Da questa impostazione, sostiene Federauto, derivano errori nella lettura dei fenomeni con ricadute sulla distribuzione automobilistica e sui rapporti interni alla filiera.

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