FedEx alza le previsioni annuali, ma il mercato guarda con cautela all’outlook del trimestre e ai possibili effetti del conflitto con l’Iran su costi e domanda
FedEx ha chiuso la seduta di venerdì con un rialzo contenuto dello 0,8%, a 358,85 dollari, dopo essere arrivata a guadagnare circa il 7% nelle prime battute di mercato. A sostenere inizialmente il titolo era stato il rialzo delle previsioni di utile per l’intero esercizio fiscale, annunciato dalla società giovedì sera. Con il passare delle ore, però, l’entusiasmo si è ridotto. Gli investitori hanno guardato soprattutto alla guidance per il trimestre in corso, giudicata prudente, e ai rischi legati all’aumento dei costi del carburante in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Per una società come FedEx, considerata un indicatore importante per il commercio globale e per il trasporto merci, questi elementi restano centrali nella valutazione delle prospettive a breve termine.
Una guidance che frena il mercato
Secondo gli analisti, il miglioramento dell’outlook annuale è stato sostenuto soprattutto dai risultati migliori delle attese nel terzo trimestre, più che da una revisione positiva delle prospettive per l’ultima parte dell’anno fiscale. Durante la conference call, FedEx ha indicato per il quarto trimestre un utile per azione adjusted implicito di circa 5,80 dollari, leggermente sotto i 5,85 dollari attesi in media dal mercato secondo i dati LSEG. Lo scarto è limitato, ma sufficiente a indebolire la reazione positiva iniziale del titolo. A questo si aggiungono i timori legati al rincaro del petrolio: costi energetici più alti possono spingere verso l’alto le spese di spedizione e incidere sulla domanda. Secondo alcuni osservatori, clienti e consumatori potrebbero ridurre la spesa oppure scegliere servizi di consegna meno costosi, con un impatto sui margini dei segmenti più redditizi.
Rete operativa e riorganizzazione
FedEx ha spiegato che i meccanismi di adeguamento ai costi del carburante continuano ad assorbire gran parte dell’impatto dei rincari e che il Medio Oriente rappresenta solo una parte limitata del business. Tuttavia, il gruppo ha sospeso gran parte delle operazioni nell’area e sta deviando alcune spedizioni su rotte alternative. Allo stesso tempo, la società ha beneficiato della crescita dei collegamenti tra Asia ed Europa, dove ha spostato parte della capacità impiegata in precedenza sulle tratte Asia-Stati Uniti. I risultati del terzo trimestre hanno superato le aspettative grazie soprattutto alla divisione Express, favorita da volumi in aumento e prezzi più solidi. Sullo sfondo resta il piano di ristrutturazione avviato da FedEx: taglio dei costi per miliardi di dollari, integrazione tra Ground ed Express, maggiore automazione e separazione del business Freight a partire dal 1° giugno. Da inizio 2026 il titolo FedEx è salito di quasi il 25%, mentre UPS ha perso il 2%, segnalando una divergenza che il mercato continua a monitorare con attenzione.


