Il fermo autotrasporto proclamato da UNATRAS resta fissato tra il 25 e il 29 maggio: l’associazione distingue la propria iniziativa da quella sfociata nella tragedia sull’A1 nel Casertano
Il fermo autotrasporto indetto da UNATRAS resta confermato e si svolgerà dalle 00:01 del 25 maggio alle 24:00 del 29 maggio 2026. L’organismo unitario, che rappresenta oltre il 90% delle imprese italiane del settore ed è presieduto dal presidente della FAI Paolo Uggè, ha diffuso una presa di posizione dopo la morte dell’autotrasportatore investito sull’autostrada A1, nel Casertano, durante le proteste della mattina del 20 aprile. UNATRAS ha espresso “il più profondo cordoglio” per l’accaduto e ha rivolto “solidarietà dell’intera categoria” alla famiglia, ai colleghi e alle persone vicine alla vittima. Nello stesso passaggio, l’associazione ha tracciato una distinzione netta tra il proprio fermo autotrasporto e l’iniziativa in cui si è verificata la tragedia, attribuita a una sigla indicata come estranea a UNATRAS. Secondo quanto riferito, quella mobilitazione sarebbe stata avviata unilateralmente, senza rispettare le condizioni previste dalla normativa e ignorando l’invito formale della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa.
Le contestazioni sulle regole
Nel ricostruire i fatti, UNATRAS sostiene che la protesta nel Casertano sia stata comunicata con 20 giorni di anticipo invece dei 25 richiesti e in violazione, inoltre, del principio di rarefazione oggettiva previsto dalla Legge 146/1990. Per l’associazione, non si sarebbe trattato di un’irregolarità formale, ma di una scelta consapevole, tale da esporre i lavoratori a rischi che la disciplina vigente punta a evitare. Da qui la richiesta alla Commissione di Garanzia e alle autorità competenti di applicare le sanzioni previste dalla legge. UNATRAS aggiunge di non voler partecipare a tavoli istituzionali con soggetti che, a suo giudizio, non rispettano “le regole fondamentali del confronto”. Il passaggio segna un punto politico preciso: separare il fermo autotrasporto organizzato nel rispetto delle procedure da altre iniziative ritenute non conformi, soprattutto dopo un episodio che ha avuto conseguenze mortali e che riporta al centro il tema della sicurezza durante le proteste su strada.
Le richieste al Governo e le date dello stop
UNATRAS afferma di avere seguito integralmente l’iter previsto: preavviso di 25 giorni, comunicazione formale alla Commissione, servizi minimi garantiti e modalità coerenti con il Codice di autoregolamentazione dei servizi pubblici essenziali. Su queste basi, il fermo autotrasporto viene quindi confermato nelle date già indicate. Al Governo l’associazione rivolge una richiesta diretta, sostenendo che “il tempo delle risposte interlocutorie è finito” e che servono “misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante”. Il nodo centrale resta quello dei costi operativi, con il carburante indicato come fattore di pressione ormai non più sostenibile per le imprese. Nella nota, UNATRAS definisce l’autotrasporto un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale, chiedendo l’apertura di un confronto con gli operatori che si muovono entro il perimetro delle regole. La conferma dello stop di fine maggio, in questo quadro, viene presentata come il passaggio successivo di una vertenza che resta aperta.



