Il credito d’imposta da 300 milioni per il caro gasolio attende ancora il decreto attuativo, sollecitato da FIAP.
Il credito d’imposta da 300 milioni per il caro gasolio attende ancora il decreto attuativo, sollecitato da FIAP.

Caro gasolio, FIAP chiede lo sblocco del credito d’imposta da 300 milioni

30 Giugno 2026
1 min read

Per FIAP il credito d’imposta sul caro gasolio è ormai definito per legge, ma resta fermo finché non sarà adottato il decreto attuativo dei ministeri competenti

Il credito d’imposta per il caro gasolio destinato alle imprese di autotrasporto entra in una nuova fase, almeno sul piano normativo. Con l’entrata in vigore, il 28 giugno, della legge 25 giugno 2026 n. 113, diventa infatti definitivo lo stanziamento da 300 milioni di euro per compensare la maggiore spesa sostenuta per il gasolio nei mesi compresi tra marzo e giugno 2026. La cifra finale supera di 200 milioni i 100 inizialmente previsti. Secondo FIAP, però, il nodo centrale resta aperto: le risorse sono state confermate, ma il credito d’imposta non può ancora essere utilizzato dalle aziende, perché manca il decreto interministeriale chiamato a definire criteri e procedure operative. La federazione ricorda inoltre che il risultato arriva al termine di un confronto portato avanti insieme alle altre associazioni dell’autotrasporto e seguito agli impegni assunti dal Governo dopo l’incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi, passaggio che aveva portato alla sospensione del fermo nazionale.

Il decreto attuativo resta il passaggio decisivo

Il punto, ora, è tutto nell’adozione del provvedimento atteso da MIT, MEF e MASE. Il decreto-legge 33/2026 ne prevedeva l’emanazione entro trenta giorni dalla propria entrata in vigore, quindi entro il 18 aprile scorso, ma quel termine è trascorso senza esito. Sul tema era arrivato anche un ulteriore sollecito da parte di UNATRAS, con una lettera inviata il 19 giugno a Palazzo Chigi e ai ministeri competenti. Per le imprese, osserva FIAP, il ritardo non è solo formale: senza regole applicative il credito d’imposta resta sulla carta, mentre si riduce il tempo utile per fruirne entro il 31 dicembre. È su questo aspetto che la federazione concentra la propria richiesta, insistendo sulla necessità di trasformare rapidamente una copertura ormai stabilita per legge in uno strumento effettivamente accessibile per il settore.

La posizione di FIAP e il peso del settore

A sintetizzare la posizione della federazione è Alessandro Peron, segretario generale di FIAP: “La norma c’è, le risorse ci sono e il termine per il decreto di attuazione è ampiamente scaduto”. Nello stesso passaggio, Peron sollecita un intervento immediato dei tre ministeri coinvolti e aggiunge: “Ogni giorno perso riduce il tempo a disposizione delle imprese per utilizzare il credito entro il 31 dicembre. Le aziende hanno già atteso abbastanza: non vivono di annunci, vivono di liquidità”. FIAP, fondata a Roma nel 1949, è una delle associazioni storiche della rappresentanza dell’autotrasporto e della logistica in Italia. È presente in oltre 70 province, rappresenta più di 1.900 imprese e oltre 60 mila addetti, con un indotto indicato in circa 15 mila imprese e 250 mila addetti complessivi. La federazione siede inoltre nel Comitato centrale dell’Albo degli Autotrasportatori, aderisce a UNATRAS ed è parte dell’IRU sul piano internazionale.

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