La filiera automotive italiana, rappresentata da ANFIA, ha presentato al Governo una serie di proposte concrete per rendere più sostenibile e realizzabile la transizione ecologica nel settore auto.
La filiera automotive italiana, rappresentata da ANFIA, ha presentato al Governo una serie di proposte concrete per rendere più sostenibile e realizzabile la transizione ecologica nel settore auto.

Filiera automotive: le richieste di ANFIA al Governo per un pacchetto europeo più realistico

30 Gennaio 2026
1 min read

ANFIA propone correttivi al piano UE per la decarbonizzazione della mobilità e accoglie positivamente il sostegno nazionale agli investimenti di filiera

Nel corso del Tavolo Automotive convocato dal Mimit il 30 gennaio 2026, ANFIA ha messo sul tavolo una serie di proposte tecniche e legislative mirate a rendere il Pacchetto automotive europeo più coerente con la realtà industriale. Tra le principali richieste, spiccano la neutralità tecnologica, da applicare subito attraverso un meccanismo di “carbon correction factor”, e la revisione dei target di riduzione delle emissioni: -55% al 2030 per le auto, -30% per i veicoli commerciali leggeri, fino a un massimo del -75% al 2035 per entrambe le categorie. ANFIA sollecita inoltre la sospensione del previsto irrigidimento dell’utility factor per i veicoli ibridi plug-in, previsto dal regolamento Euro 6e-bis, e chiede maggiore flessibilità per le sanzioni sulle emissioni, attraverso l’estensione quinquennale del sistema di “banking & borrowing” dei crediti CO₂. Una proposta che intende tutelare i piccoli costruttori e agevolare l’adattamento progressivo delle imprese italiane della filiera automotive.

Infrastrutture, incentivi e collaborazione industria-ricerca

Sul piano nazionale, ANFIA valuta positivamente la programmazione pluriennale delle risorse fino al 2030. L’associazione ritiene fondamentale proseguire con misure strutturali di sostegno alla filiera automotive, in particolare attraverso i Contratti di Sviluppo e gli Accordi di Innovazione. L’obiettivo è facilitare l’accesso congiunto di fornitori e costruttori a questi strumenti, accelerando il trasferimento tecnologico e la capacità di innovazione. In chiave operativa, ANFIA chiede che i fondi per l’acquisto di veicoli commerciali vengano rafforzati negli anni 2029 e 2030, in vista del picco di adeguamento ai target europei. Viene inoltre sottolineata l’urgenza di sostenere le PMI del trasporto merci con infrastrutture di ricarica elettrica, insieme alla promozione del retrofit a gas, misura che coinvolge un indotto industriale nazionale altamente specializzato.

Un equilibrio tra ambizione ambientale e realtà produttiva

«Nessuna retromarcia», sottolinea ANFIA nel suo position paper, ma l’intenzione di rendere l’attuale quadro normativo europeo più equilibrato e aderente alla complessità economica e industriale del settore. La strategia, spiega l’associazione, punta a «ridurre la distanza tra ambizioni politiche e realtà quotidiane dei cittadini». A oggi, la filiera automotive italiana conta oltre 5.400 imprese e impiega circa 273.000 addetti, generando un fatturato pari al 9% della manifattura nazionale e al 5,8% del PIL. Un settore strategico, che richiede politiche industriali lungimiranti e coordinate, capaci di valorizzare competenze, sostenere l’occupazione e accompagnare la transizione ecologica senza compromettere la competitività.

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