Il Gruppo FS Italiane introdurrà entro il 2026 bodycam per tutti gli operatori FS Security, nell’ambito di un piano condiviso con i sindacati per migliorare sicurezza e trasparenza.
Entro la fine del 2026, tutti gli operatori FS Security saranno dotati di bodycam. È quanto prevede l’accordo sottoscritto tra il Gruppo FS Italiane e le principali sigle sindacali del settore – Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, SLM Fast Confsal e Orsa Ferrovie. Il protocollo chiude la fase sperimentale avviata nel 2025 e rappresenta un intervento strutturale per accrescere la sicurezza ferroviaria, proteggendo il personale operativo e i passeggeri. Le registrazioni saranno attivate solo in caso di rischio effettivo per l’incolumità degli operatori o di terzi, e trasmesse in tempo reale alla Control Room di FS Security. L’accordo stabilisce anche modalità d’uso, limiti e garanzie, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy e sulla protezione dei dati.
Controllo in tempo reale e tutela dei dati
Le bodycam registreranno video, audio e geolocalizzazione solo in situazioni critiche, contribuendo alla gestione degli interventi sul campo. Il materiale sarà trasmesso in diretta alla centrale operativa, ma non potrà essere né scaricato né manipolato dagli operatori, garantendo così integrità e trasparenza. I dati raccolti saranno archiviati in forma criptata. Si tratta di una misura che non solo rafforza la capacità di prevenzione, ma agisce anche come deterrente in scenari operativi delicati come stazioni e convogli a lunga percorrenza. L’obiettivo è duplice: proteggere chi lavora e aumentare la percezione di sicurezza per l’utenza.
Una strategia di lungo periodo per il Gruppo FS
Con l’introduzione estesa delle bodycam, FS Italiane consolida un piano d’investimento sulla sicurezza ferroviaria, fondato su innovazione tecnologica, ascolto delle parti sociali e attenzione alle persone. Il nuovo asset entra a far parte stabilmente delle dotazioni di FS Security, affiancando altre misure già attive nei principali nodi ferroviari italiani. L’accordo rappresenta anche un modello di cooperazione tra impresa e sindacati, in cui la digitalizzazione non è fine a sé stessa, ma strumento per costruire ambienti di lavoro più sicuri e resilienti. L’intervento si inserisce in una visione ampia che vede la sicurezza come leva di fiducia nel trasporto pubblico.



