Le bodycam di FS Security sono state estese dal 1° luglio a tutti gli operatori sul campo; il Gruppo FS prevede di arrivare a 1.100 unità entro fine 2026 e a circa 1.300 entro il 2028
Le bodycam entrano stabilmente nell’operatività di FS Security, società del Gruppo FS, che ha completato dal 1° luglio l’estensione dei dispositivi a tutto il personale impegnato sul campo. Oggi gli operatori dotati di bodycam sono 1.028; il numero, secondo il piano illustrato a Roma il 22 luglio, salirà a 1.100 entro la fine del 2026 e raggiungerà circa 1.300 unità entro il 2028, in parallelo con le nuove assunzioni previste dalla società. La presentazione si è svolta nella Sala Esquilino della stazione di Roma Termini, alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del presidente del Gruppo FS Tommaso Tanzilli, dell’amministratore delegato di FS Security Pietro Foroni e dell’amministratore delegato di FS Technology Erminio Marco Iacomussi. L’obiettivo indicato è rafforzare la tutela del personale che opera nelle attività di sicurezza e, insieme, rendere più efficace il presidio del sistema ferroviario a vantaggio dei viaggiatori, dei dipendenti e delle comunità servite dalla rete.



Dalla sperimentazione all’estensione nazionale
L’adozione delle bodycam arriva al termine di un percorso iniziato nel 2025 con una fase sperimentale in quattro regioni — Liguria, Puglia, Toscana e Lombardia — scelta per verificare sul campo l’efficacia degli strumenti nei contesti più esposti. Da quella prova, secondo quanto reso noto, è emerso un impiego utile soprattutto sul fronte della prevenzione e della deterrenza rispetto agli episodi di aggressione, oltre che come supporto operativo nelle situazioni di maggiore criticità. Il passaggio alla distribuzione completa segna quindi un cambio di scala: non più una misura circoscritta, ma una dotazione destinata all’intera componente operativa di FS Security. Nel quadro descritto dal Gruppo FS, le bodycam si inseriscono in una strategia più ampia che punta a innalzare gli standard di sicurezza del trasporto ferroviario attraverso strumenti tecnologici applicati al lavoro quotidiano degli addetti. La misura, per come viene presentata, non riguarda soltanto la protezione individuale dell’operatore, ma anche la gestione più rapida degli interventi e la possibilità di rafforzare il coordinamento con istituzioni e Forze dell’ordine nei casi che richiedono un supporto immediato.
Come funziona il sistema integrato con la Control Room
Sul piano tecnico, le bodycam sono collegate alla Security Control Room sviluppata da FS Technology per la gestione dei flussi video, sia in diretta sia registrati. Quando viene attivato il dispositivo di allarme, il sistema è in grado di rilevare in tempo reale la posizione dell’operatore e di inviare automaticamente una segnalazione alla sala operativa. Da quel momento il personale della Control Room può seguire l’intervento in corso con informazioni immediate, geolocalizzare l’addetto e accedere contemporaneamente alle immagini e all’audio trasmessi dal dispositivo. È questo l’elemento che rende la dotazione qualcosa di più di una semplice videocamera indossabile: la bodycam, nel modello adottato da FS Security, diventa parte di una rete di controllo e supporto che collega il presidio sul territorio alla supervisione centralizzata. Il Gruppo FS colloca l’iniziativa dentro il percorso di innovazione tecnologica già avviato per consolidare prevenzione e sicurezza. In questo quadro, l’estensione delle bodycam viene indicata come uno strumento per aumentare le misure di protezione del personale e contribuire a un contesto di viaggio e di lavoro più sicuro per passeggeri e dipendenti.


