Geotab evidenzia l’importanza di una sicurezza multilivello per contrastare i furti di veicoli e proteggere efficacemente le flotte aziendali.
Geotab evidenzia l’importanza di una sicurezza multilivello per contrastare i furti di veicoli e proteggere efficacemente le flotte aziendali.

Furti di veicoli, Geotab indica quattro falsi miti nella sicurezza delle flotte

21 Agosto 2026
2 mins read

Geotab richiama l’attenzione sui furti di veicoli e sui limiti delle protezioni tradizionali: per le flotte aziendali servono tracciamento ridondante, analisi delle anomalie e strategie calibrate sui diversi mercati europei.

I furti di veicoli rappresentano un rischio crescente anche per le flotte aziendali, in uno scenario nel quale le organizzazioni criminali affinano tecniche e strumenti per aggirare i sistemi di protezione. Secondo i dati richiamati da Geotab, nel 2025 le aziende europee hanno registrato in media 34 furti di carico, quota che in Italia sale a 36, mentre dal 2022 le perdite legate alle sottrazioni di merci sono aumentate del 438%. Sul fronte dei mezzi, un’analisi di Facile.it basata sui dati del Ministero dell’Interno indica che in Italia vengono rubate ogni giorno 285 automobili e quasi 90 tra moto e motorini, per oltre 136mila veicoli l’anno. Le statistiche Eurostat collocano inoltre il Paese al quarto posto in Europa, con 231 furti ogni 100mila abitanti, dietro Lussemburgo, Svizzera e Svezia. Per Geotab, proprio l’evoluzione delle reti criminali rende insufficienti alcune convinzioni ancora diffuse nella gestione della sicurezza: i furti di veicoli non possono più essere affrontati affidandosi a un singolo dispositivo o a procedure pensate per un contesto meno complesso.

Tracker e prevenzione: perché un solo livello di sicurezza non basta

Il primo falso mito riguarda l’idea che installare un dispositivo telematico sia sufficiente per ritrovare facilmente un mezzo sottratto. I gruppi specializzati conoscono la presenza dei tracker e possono utilizzare jammer, dispositivi per disturbare le frequenze, neutralizzando rapidamente un’unica fonte di localizzazione. Un secondo limite riguarda i sistemi telematici installati direttamente dai costruttori: strumenti validi per monitorare il funzionamento del veicolo, ma non necessariamente progettati per contrastare i furti di veicoli. Su alcuni modelli, inoltre, la modalità privacy può interrompere la trasmissione dei dati, creando un’ulteriore vulnerabilità. Geotab indica quindi come soluzione una struttura ridondante, con un secondo sistema indipendente e differenti percorsi di segnale. Il terzo mito riguarda invece la natura esclusivamente reattiva del tracciamento. Geofencing, controllo dei movimenti notturni e alert in corrispondenza di confini considerati a rischio possono segnalare situazioni anomale prima che la sottrazione venga formalmente accertata. Gli algoritmi di intelligenza artificiale utilizzati da Geotab analizzano, per esempio, pattern di movimento inconsueti in aree e fasce orarie più esposte, con l’obiettivo di anticipare l’intervento. Nei furti di veicoli, pochi minuti possono incidere sulle possibilità di recupero.

Strategie diverse nei mercati europei e protezione multilivello

Il quarto elemento riguarda la dimensione geografica. Una strategia efficace in Italia può non esserlo in Germania, Irlanda o Spagna, perché modalità operative, corridoi utilizzati dalle organizzazioni criminali, tempi di intervento e normative transfrontaliere cambiano da Paese a Paese. I veicoli rubati possono essere trasferiti rapidamente oltre confine, verso giurisdizioni dove localizzazione e recupero diventano più complessi; per una flotta presente in più mercati, la gestione dei furti di veicoli richiede quindi un modello costruito fin dall’inizio su più livelli. Stefano Peduzzi, Vice President, Technology Solutions di Geotab, sintetizza così il punto: “Ad accomunare tutti e quattro questi falsi miti è una convinzione di fondo: considerare la protezione dei veicoli una scelta di prodotto anziché una decisione di sistema”. E aggiunge: “In Geotab, abbiamo sviluppato il nostro approccio al recupero dei veicoli rubati partendo da un presupposto: le reti criminali finiranno inevitabilmente per mettere alla prova ogni livello di protezione e, di conseguenza, la ridondanza non è un’opzione, ma un requisito necessario”. Il modello indicato comprende tracciamento multilivello con segnali indipendenti, individuazione tramite intelligenza artificiale delle anomalie nei movimenti e coordinamento attraverso centri operativi di sicurezza dedicati. Secondo Geotab, le flotte europee che adottano questa impostazione registrano tassi di localizzazione e recupero superiori alla media del settore.

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