Nel settore ferroviario, secondo Gi Group, investimenti, nuove regole e tecnologie stanno modificando profili richiesti, organizzazione del lavoro e fabbisogni formativi lungo tutta la filiera
Il settore ferroviario italiano sta attraversando una trasformazione che non riguarda soltanto cantieri, reti e materiale rotabile, ma anche l’organizzazione del lavoro e il perimetro delle competenze richieste. A spingere il cambiamento, secondo un’analisi di Gi Group, sono fattori convergenti: gli investimenti previsti dal PNRR, pari a circa 24,8 miliardi di euro, l’evoluzione della normativa, la digitalizzazione dei sistemi e la crescente attenzione alla mobilità sostenibile. In questo quadro, il settore ferroviario ridefinisce i propri assetti nei prossimi 12-24 mesi e rende più evidente una domanda di figure capaci di unire preparazione tecnica, conoscenza dei processi e familiarità con strumenti digitali. La dinamica occupazionale resta significativa. Gi Group richiama, tra gli esempi, il piano del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che prevede circa 20.000 nuove assunzioni entro il 2029. A crescere è soprattutto la richiesta di professionalità collegate alle tecnologie digitali, ai sistemi di segnalamento avanzati e alla gestione dei dati. Il settore ferroviario, dunque, non amplia soltanto il numero dei profili ricercati: ne modifica anche la composizione, premiando ruoli ad alta specializzazione e figure in grado di operare in contesti integrati, dove infrastruttura, software, sicurezza e manutenzione si intrecciano in modo sempre più stretto.
Le figure richieste e le competenze in evoluzione
Tra i profili in ascesa nel settore ferroviario compaiono figure ingegneristiche come Railway System Engineer, Signalling Engineer e RAMS Engineer, insieme a Software ed Embedded Engineer e a Project o Program Manager con esperienza specifica nel comparto. Restano centrali anche i troubleshooter ferroviari, chiamati a diagnosticare e risolvere guasti complessi, e i tecnici polifunzionali, tra cui conduttori, manovratori e preparatori del treno. Accanto a questi ruoli, il settore ferroviario vede emergere nuove professionalità legate alla digitalizzazione: Digital Railway Specialist, Data Analyst applicati alla manutenzione predittiva e Cyber Security Specialist. Parallelamente, le mansioni esclusivamente operative sono destinate a cambiare. I tecnici di manutenzione dovranno affiancare alle competenze tradizionali nuove capacità digitali, mentre gli ingegneri con formazione più classica tenderanno a spostarsi verso funzioni di coordinamento e integrazione. Sul piano delle competenze, Gi Group segnala la crescente importanza della conoscenza dei sistemi di segnalamento e controllo, delle normative e degli standard ferroviari, dell’integrazione dei sistemi complessi e delle tecnologie di automazione. A queste si aggiungono alcune soft skill considerate decisive: visione sistemica, problem solving e orientamento alla sicurezza. Un aspetto, quest’ultimo, che assume ulteriore rilievo con la diffusione di sistemi interoperabili come l’ERTMS, standard europeo per gestione, controllo e sicurezza del traffico ferroviario.
Manutenzione predittiva, ricambio generazionale e formazione
L’evoluzione del settore ferroviario si riflette anche nei modelli operativi delle imprese della filiera. Sempre più aziende stanno passando da logiche di manutenzione reattiva a modelli predittivi fondati su analisi dei dati e monitoraggio continuo di infrastrutture, rotabili e sistemi di segnalamento. Cresce, nello stesso tempo, l’integrazione tra engineering, operations e tecnologie digitali, con software, sensoristica e data analysis sempre più presenti lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi. In Europa, inoltre, una parte rilevante della forza lavoro del settore ferroviario è composta da professionisti senior, e il ricambio generazionale diventa un nodo centrale per garantire continuità operativa e trasferimento del know-how. Su questo punto Gi Group richiama il tema della formazione come leva per ridurre lo skill mismatch. Enrico Cornetta, Division Manager Aerospace, Defence Railways & Naval di Gi Group, osserva: “La principale sfida per le imprese del settore ferroviario è sostenere l’innovazione tecnologica mentre cresce il fabbisogno di professionalità tecniche e specialistiche”. Nella stessa direzione, aggiunge, serve “rafforzare il dialogo tra aziende e sistema formativo e investire in percorsi di formazione professionalizzante”. Il punto, nel settore ferroviario, è ormai chiaro: la transizione tecnologica procede insieme a quella organizzativa, e la disponibilità di competenze adeguate diventa un fattore decisivo per accompagnare gli investimenti e la modernizzazione del comparto.


