Dattoli, Volvo Trucks: la chiusura in volata dà lo sprint ad una nuova partenza

Si è guadagnato ultimamente l’ambito status – lo scriviamo scherzando, è ovvio! – di manager del settore più intervistato dalla nostra rivista, considerando che le occasioni di metterlo sotto i riflettori per indagare il suo pensiero si sono moltiplicate da quando alla fine dello scorso anno è stato nominato presidente della sezione veicoli industriali di UNRAE. Giovanni Dattoli torna ai nostri “microfoni”, questa volta per commentare un anno, quello dell’azienda che dirige dal luglio del 2018, che ha chiuso con un ottimo risultato: 3.154 veicoli venduti e una quota del 13,3 per cento, in leggera crescita rispetto al 2024.

Giovani Dattoli, è soddisfatto della performance 2025 di Volvo Trucks Italia?

Direi di sì. L’anno è andato bene e l’indice di questo successo non risiede solo nei numeri, che ci hanno visto consegnare sostanzialmente lo stesso quantitativo di veicoli del 2024, nel contesto di un mercato che si è contratto del 2,7 per cento – e del 6,4 per cento se consideriamo solo i trattori. Ciò che soprattutto conta per noi è verificare quotidianamente la soddisfazione dei clienti nei confronti della nostra gamma in termini di qualità, consumo e affidabilità. Per un costruttore premium è vitale mantenere le promesse fatte alle aziende e la nostra puntuale risposta alle aspettative è stata ripagata negli ultimi dodici mesi anche con il ritorno di diverse realtà che si erano allontanate dal brand, magari per un tema di costi, e che oggi si riavvicinano apprezzando il fatto che quel delta di prezzo è compensato dal risparmio di carburante e da un uptime elevato.

Come da tradizione, nel confezionamento del nostro prodotto abbiamo lavorato prima sulla cinematica e poi sulla parte estetica e aerodinamica, e questo processo ci ha permesso ancora una volta di combinare al meglio i due aspetti. Altro tema importante, il cliente finale ha sempre la percezione di come il nostro sia un lavoro dedicato in modo specifico alle sue necessità. Il fatto di non prevedere stock sulla rete spiega infatti diversi vantaggi: da una parte è molto facile per noi intuire in ogni momento la direzione del mercato, dall’altra riusciamo ad essere più snelli, ad avere una rete agile e soprattutto a tenere corte le linee guida di produzione per far sì che vengano adeguate in tempo reale alle esigenze proposte dal mercato.

L’anno scorso in casa Volvo Trucks Italia erano andati meglio i carri: nel 2025 come si sono comportate le due divisioni? 

Se sui trattori abbiamo recuperato rispetto al 2024, in effetti lo scorso anno abbiamo perso qualcosa sui carri, e questo perché nel segmento la competizione è stata più accesa: il calo del mercato dei trattori nel primo trimestre è stato netto, per cui diversi competitor hanno sentito l’esigenza di guardare altrove, e questo ha eroso parte del nostro risultato. Quello che non si vede nelle quote 2025, ma che si vedrà in quelle del 2026, è la coda di veicoli che avevamo in pancia nell’ultimo trimestre, e che sono scivolati nel nuovo anno. Effettivamente, in controtendenza con quanto scelto di fare da altri marchi, noi abbiamo voluto concentrarci maggiormente sui trattori, e aver lavorato lo scorso anno in modo consistente su questo segmento ci permette di partire quest’anno con una marcia in più. Se continuiamo a notare nei clienti una grande cautela nella dimensione dei deal, perché pochi si sentono così forti da spingere in maniera importante, vero è che però tante flotte, che negli ultimi 2-3 anni sono rimaste a guardare, oggi esprimono la necessità di sostituire i loro veicoli. E infatti, almeno per quanto riguarda il nostro brand, le vendite da fine 2025 sono ripartite e sono certo che dall’analisi 1 luglio 25-30 giugno 26 verrà fuori un’ottima fotografia. Allungando lo sguardo, dal 2027 gli incentivi daranno auspicabilmente la spinta per vedere da quel momento in poi un mercato un po’ più alto della media degli ultimi tre.

Quali saranno i punti cardine della vostra strategia nei confronti dei clienti nel nuovo anno?

Intanto continueremo a consegnare loro veicoli affidabili ed efficienti. Le analisi del VECTO esprimono con chiarezza l’ottimo lavoro svolto dal nostro marchio negli ultimi anni; nonostante nel 2019 non fossimo partiti tra i primi, nel 2023 ci siamo posizionati davanti a tutti, e sappiamo bene che tagliare le emissioni significa ridurre i consumi. Proseguiremo dunque nella nostra missione di aiutare le aziende a mantenere un TCO che sia il più basso e costante possibile, e per farlo non smetteremo di innovare sull’ottimizzazione dei nostri propulsori, che si parli di tecnologie radicali o incrementali. Certifica la veridicità di ciò che sto affermando il valore dell’usato Volvo, che cresce e tiene nel tempo. 

Influisce su questo tema anche il modo in cui il camion viene accompagnato lungo la sua vita: qual è stata nel 2025 la percentuale di penetrazione dei contratti di assistenza? 

Oggi quasi 2 Volvo nuovi su 3 vengono consegnati con un contratto di servizio, ma ciò che è interessante è che abbiamo quasi 10mila contratti su veicoli più vecchi di 5 anni, e questo è un unicum nel panorama automotive. Per la precisione abbiamo 9.000 contratti ‘5+’, il nostro programma di manutenzione dedicato ai mezzi con oltre 5 anni di vita, progettato per garantire prestazioni, sicurezza e valore nel tempo. Facendo i conti, su poco più di 40.000 camion Volvo in circolazione, il 40 per cento di loro hanno un contratto e la metà dei 9.000 di cui sopra hanno oltre 10 anni di età. Sono tutti indici che comunicano bene il carattere premium del nostro marchio, la sua attenzione ai clienti, la fidelizzazione degli stessi e la loro attenzione nel coprire nel migliore dei modi, e quindi con assistenza autorizzata, ricambi originali e tutto quanto offre la nostra formula, l’intera esistenza del mezzo.

Prima abbiamo accennato agli incentivi, che arriveranno a partire dal 2027: c’è soddisfazione da parte vostra relativamente alle misure adottate dalla Legge di bilancio?

Intanto vorrei dire, come presidente della sezione veicoli industriali di UNRAE, che mi sento fortunato ad essere entrato nel ruolo proprio in questo momento storico: dopo averli tanto invocati, finalmente sono arrivati contributi per 590 milioni di euro. E in un momento di così forte cambiamento è una grande responsabilità certo, ma anche un’opportunità per me essere alla guida dell’associazione. Credo sia meglio giocare la partita da protagonisti piuttosto che stare a guardare, essere attori attivi a disposizione di tutto il settore. Quanto alla legge di bilancio, sia come cittadino che come presidente UNRAE che nelle vesti di amministratore delegato di Volvo Trucks Italia, non posso che essere soddisfatto delle misure in essa contenute: iperammortamento, Sabatini e soprattutto le accise agevolate sull’HVO, sono tutte disposizioni che fanno bene al settore, e quindi all’economia italiana.

Certo è che, quanto al discorso accise, queste portano sicuramente un beneficio ai trasportatori, e un po’ meno, o per nulla, ai costruttori, considerando che l’HVO oggi non è valorizzato e in un momento di incertezza come quello che stiamo vivendo questa agevolazione può deviare le aziende da eventuali sperimentazioni, incoraggiandole a rimanere sul termico. Tra l’altro nella consapevolezza che l’HVO è una risorsa finita. Diciamo che per il momento accogliamo come costruttori con un certo grado di entusiasmo l’idea che quanto meno si lavori sulla pluralità tecnologica e sull’incentivazione: l’importante in questo momento è far cultura rispetto alla diminuzione delle emissioni e modernizzare il parco circolante. Ma non saranno certo le accise agevolate a creare un cambiamento nello scenario. A fare la differenza saranno quei 590 milioni che dal 2027 verranno messi sul tavolo. Le modalità dell’erogazione? Stiamo interloquendo con il governo per modulare gli incentivi in funzione delle emissioni, ma soprattutto per strutturare il contributo su una base di 4-5 anni, dando quindi la possibilità alle aziende di pianificare e non essere più costrette a prendere decisioni di brevissimo periodo.

Sta di fatto che comunque la normativa europea sul taglio di emissioni dell’immatricolato continua a dispiegare i suoi effetti su voi costruttori: come vede questo percorso di avvicinamento alle date stabilite da Bruxelles?

Difficoltoso. Intanto, per quanto l’entrata in vigore del sistema ETS 2 per il trasporto stradale, inclusi i camion, sia stata posticipata al 1° gennaio 2028, si profilano per le prossime stagioni tensioni importanti intorno al forte rischio di aumento del prezzo del gasolio. Proviamo a leggerla in questo modo: ETS 2 e incentivazione riposizioneranno, bilanciandoli, i TCO delle diverse alternative che avremo a disposizione. Questo non potrà che far fare passi avanti alla transizione ecologica, perché alzandosi il prezzo del gasolio e aumentando nel contempo la popolazione di veicoli elettrici, ad idrogeno o a LNG, la produzione di questi ultimi beneficerà di economie di scala e il loro costo si abbasserà. Quindi l’ETS 2, se in una fase iniziale sarà penalizzante per gli autotrasportatori, sarà comunque controbilanciato dagli incentivi che aiuteranno a concretizzare finalmente la pluralità tecnologica. Con lo slittamento dell’entrata in vigore della normativa che ci assegna quel prezioso tempo in più per consolidare le tecnologie, e parlo soprattutto di quella elettrica, in modo da portarla ad avere – con gli incentivi nei conti – una sorta di price parity nel TCO con il veicolo diesel.

È indubbio che però ad un certo punto tutta questa situazione funzionerà da filtro rispetto al tessuto delle aziende di trasporto italiane… 

Questo è un processo che è già iniziato diversi anni fa: le grandi aziende diventano sempre più grandi, i padroncini spariscono. La complessità del settore è ormai tale da non ammettere più la mancanza di una struttura, di competenze all’interno delle imprese. I piccoli hanno poche alternative: crescere, venire assorbiti, oppure dedicarsi a settori di nicchia, dove il livello di servizio è ancora interessante e permette di avere margini. In ogni caso, che siano flotte o realtà dalle dimensioni contenute, Volvo Trucks sarà sempre al fianco di tutti i professionisti con i suoi prodotti e i suoi servizi, e soprattutto con la giusta consulenza in grado di aiutare chi lavora con i veicoli pesanti a scegliere la strada della massima efficienza.

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